Centralità dell’uomo. Sostenibilità. Resilienza.
Sono questi i tre principi fondanti del nuovo paradigma definito Industria 5.0. Non si tratta una rivoluzione industriale in senso stretto – come è stato invece per l’Industria 4.0 – bensì di “correzione di rotta” per superare i limiti e le criticità emersi nel corso degli ultimi anni. Un differente modo di concepire il contributo che deriva dall’innovazione tecnologica. Con l’obiettivo dichiarato di prendere coscienza dell’impatto che essa ha non solo in ambito produttivo e industriale, ma anche sulla società e sull’ambiente naturale.
Quando e perché si inizia a parlare di Industria 5.0
Il termine Industria 5.0 appare per la prima volta nel 2015 proprio qui su LinkedIn, in un articolo dal titolo “Industry 5.0 – From virtual to physical” scritto dall’imprenditore ceco Michael Rada. Lo scopo della sua riflessione è l’invito a utilizzare gli strumenti come tali: non devono avere la funzione e la capacità di lavorare per noi, bensì di lavorare con noi. Ma non solo, aggiunge anche:
L’Industria 5.0 è una tendenza futura, ma già entrata nei processi di cambiamento che si dirigono verso una più stretta cooperazione tra uomo e macchina, con la prevenzione sistematica degli sprechi e dei rifiuti.
Nel 2016, la Keindanren – la più importante associazione imprenditoriale giapponese – introduce il concetto di Society 5.0, una società human-centric in cui il progresso non può prescindere dallo sviluppo del benessere economico e sociale dell’uomo. E, in tale contesto, l’Industria 5.0 assume il ruolo di piattaforma tecnologica per raggiungere non solo profitto economico, ma anche (e soprattutto) una migliore qualità di vita per il singolo individuo e la sua comunità.
Ma è a partire dal 2021 che il termine Industria 5.0 inizia a diffondersi anche all’interno della stampa e delle aziende. La Commissione Europea, a distanza di un anno tra il primo e il secondo documento ufficiale, pubblica due Policy Brief per dare una visione comune di questo nuovo approccio e per mettere a fuoco l’obiettivo:
- nel gennaio 2021 la UE definisce l’Industria 5.0, ne descrive i tre assi portanti attorno ai quali si sviluppa, ne illustra le tecnologie abilitanti, ma soprattutto sottolinea che è l’innovazione tecnologica a dover essere al servizio delle persone e non il contrario.
- nel 2022, con il secondo documento ufficiale, l’Europa prende una posizione chiara. Il paradigma 5.0 diviene essenziale per raggiungere gli obiettivi futuri, sia quelli europei del programma Horizon Europe, che quelli elencati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Perché occorre andare oltre l’Industria 4.0?
Se l’Industria 4.0 ha reso la fabbrica e i processi intelligenti, con lo scopo di massimizzare efficienza e produttività, la quinta rivoluzione industriale costruisce sulle basi di quanto già fatto aggiungendo nello scenario un altro elemento intelligente ma sinora trascurato: la persona. La dicotomia UOMO vs ROBOT e l’automazione spinta lasciano il posto a un modello di impresa basato sulla cooperazione tra uomo e macchina, dove l’intelligenza umana lavora in armonia con l’intelligenza artificiale per dare rendere la produttività migliore sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Per dirla in breve: tutti i vantaggi in termini di efficienza e flessibilità di cui si è tanto parlato in questi anni, spostando però il focus dalle tecnologie all’uomo. Siamo nell’era della “super smart society”.
Le tecnologie abilitanti e l’impatto sulle aziende del nuovo paradigma 5.0
I principali protagonisti dell’Industria 5.0 saranno i collaborative robot (cobot) e le applicazioni software intelligenti come i bot.
I cobot, a differenza degli attuali robot utilizzati in produzione, sono robot collaborativi, concepiti per interagire con gli operatori umani in spazi di lavoro condivisi. E mentre le macchine svolgono i lavori più pesanti e pericolosi (garantendo all’uomo benessere, salute e sicurezza sul posto di lavoro), i lavoratori sfruttano la loro creatività e capacità di pensiero critico per influenzare i processi produttivi.
I robot software, invece, eseguono in modo automatico le attività ripetitive degli utenti imitandone il comportamento, interagendo con gli applicativi IT, manipolando dati ed eseguendo transazioni, esattamente come farebbe un operatore umano. Non si tratta solo di Robotic Process Automation, ma – più in generale – di un utilizzo coordinato di soluzioni intelligenti avanzate come Intelligenza Artificiale (AI), Machine Learning (ML), Business Process Management (BPM): in una sola parola, Hyperautomation.
Sfide e vantaggi della quinta rivoluzione industriale
Affrontare un mondo in rapida e continua evoluzione e migliorare la competitività sui diversi mercati è arduo e richiede competenze trasversali oltre che specialistiche. Tuttavia, nonostante le sfide e le resistenze iniziali al cambiamento, i vantaggi a lungo termine sono innegabili:
- Attrazione e fidelizzazione dei talenti: creare un ambiente di lavoro stimolante e progressivo significa incentivare la realizzazione umana, migliorare la soddisfazione e la fedeltà dei dipendenti verso l’azienda.
- Reazione ai cambiamenti dirompenti e improvvisi: la gestione d’impresa necessità di sviluppare agilità e resilienza per affrontare gli imprevisti. La capacità di raccolta e di analisi dei dati per elaborare informazioni consistenti fa la differenza.
- Sostenibilità = competitività: un’impresa lungimirante, in grado di adottare politiche e pratiche sostenibili, diviene più attraente per stakeholder, potenziali investitori, dipendenti e consumatori.
Più che una rivoluzione industriale in senso stretto, l’Industria 5.0 rappresenta una profonda rivoluzione culturale che rimette al centro la persona, la sua responsabilizzazione e la sua richiesta di veder applicati modelli sostenibili per la società e per l’ambiente. Semplificando di molto, potremmo dire che è l’aggiunta della componente umana al modello dell’Industria 4.0.
E anche la trasformazione digitale subisce un ri-orientamento: è necessario digitalizzare non solo per sopravvivere, ma anche per vivere in armonia con i limiti del pianeta, per consentire un’economia meno dispendiosa e più diversificata e inclusiva.
Come ogni sfida da affrontare, anche il percorso verso l’Industry 5.0 inizia da una corretta pianificazione, da una solida strategia di gestione del cambiamento e da una profonda conoscenza dei processi aziendali e organizzativi. Centro Software offre prodotti e competenze per supportare le imprese nel loro percorso di Digital Transformation, sfruttando tutte le opportunità offerte dall’era digitale. In modo integrato con l’ERP o completamente indipendente dal sistema gestionale già in uso in azienda.
