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RPA tra potenzialità e falsi miti (seconda parte)

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RPA tra potenzialità e falsi miti (seconda parte)

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RPA e intelligenza artificiale come black box o scatola magica? Oppure come apocalisse della civiltà moderna che diverrà schiava della tecnologia?

Come dicevano gli antichi latini in medio stat virtus: è importante distinguere con mentalità informata e critica tra rischi effettivi e quelli che sono frutto soltanto di una comprensione circoscritta, del passaparola o di titoli sensazionalistici che creano incertezza e confusione in coloro che sono interessati a introdurre in azienda l’automazione dei processi.

La Robotic Process Automation prevede l’uso di robot software per automatizzare attività ripetitive e di routine basate su regole. Tali bot sono programmati per interagire con sistemi e software digitali per estrarre, organizzare ed elaborare dati e informazioni ed eseguire svariati processi aziendali, al pari di un utente.

Eppure, nonostante l’implementazione diffusa dell’RPA in numerosi settori e gli evidenti benefici che ne derivano per le organizzazioni di diverse dimensioni, sono ancora numerose le idee errate su RPA. Il rischio è la generazione di dubbi, incertezze e persino timori all’interno delle aziende che cercano di rivoluzionare le proprie strategie di back office e rendere più snella la catena di creazione del valore

Ecco perché abbiamo scelto di proseguire nella nostra missione di diffusione di cultura d’impresa e sfatare i principali falsi miti sulla robotic process automation.

Se ti sei perso la prima parte dell’articolo con altri 4 falsi miti sfatati, ti consigliamo di recuperare quanto prima: leggi qui.

 

(Ulteriori) 3 falsi miti tra i più diffusi che circolano su RPA (e perché sono falsi)

Quinto mito | I progetti RPA e AI coinvolgono solo i tecnici IT? FALSO!

Le opinioni diffuse sono alquanto contrastanti:

  • ci sono coloro che ritengono che, come ogni altra tecnologia IT, l’introduzione e la gestione di ogni forma di automazione dei processi debba essere demandata esclusivamente al reparto IT perché complessa e da “addetti ai lavori”
  • e ci sono aziende che, al contrario, reputano questa tecnologia così accessibile e democratica da rendere superfluo il lavoro dei tecnici.

Ma dove sta la verità? Come altra iniziativa aziendale è determinante l’apporto e la formazione di tutti i team coinvolti, da chi conosce in profondità il processo svolto a chi invece testa l’automazione, la documenta e la prepara per essere scalabile ed estesa anche in altri dipartimenti. Il rischio che si corre, senza un’attività coordinata, è la totale perdita di governance e di controllo. La facilità con cui si riescono a sviluppare processi RPA anche da parte degli utenti stessi dei processi potrebbe condurre alla proliferazione di una grande mole di automazioni che senza una corretta strategia, impostazione e metodologia potrebbero risultare inefficaci, difficili da mantenere e prive di un’efficiente manutenzione.

Per approfondire 🔗 RPA e AI riguardano solo il reparto IT?

 
Sesto mito | Un software RPA pensa come un essere umano? FALSO!

La diffusione di tecnologie di automazione e intelligenza artificiale, insieme al dibattito aperto tra gli esperti e la comunità scientifica, porta con sé preoccupazioni e timori legati alla possibilità che l’AI possa eguagliare e col tempo soppiantare l’intelligenza umana.

Questo spesso accade perché il concetto di intelligenza non viene considerato nella sua interezza e complessità: intelligenza linguistica? Intelligenza logico-matematica? Intelligenza emotiva? etc… La stessa capacità di svolgere determinati compiti non si deve attribuire a qualcosa di innato bensì al metodo, all’addestramento e al potenziamento delle proprie abilità. Quello che appare fondamentale a proposito della differenza fra intelligenza artificiale e intelligenza umana sta nel ruolo del corpo, della parola, delle emozioni e dell’immaginazione nell’apprendimento e nello sviluppo dell’intelligenza.

Le macchine non sono in grado di rimpiazzare il lavoro dell’uomo, ma lo supportano in processi lunghi e mansioni ripetitive, per lasciare alle persone i compiti più creativi e a valore aggiunto, in grado di generare innovazione.

Per approfondire 🔗 I robot software ragionano come un essere umano?

 
Settimo mito | RPA serve solo per le attività ripetitive? FALSO!

L’utilizzo dell’RPA migliora l’esecuzione dei processi, colma lacune ed errori nel flusso dei dati e aumenta produttività e soddisfazione lavorativa. Tuttavia con il passare degli anni, si è compreso che combinare insieme più tecnologie (RPA, BPM e substrati di AI) consente di andare oltre la pura esecuzione di compiti ripetitivi, con l’impiego nei processi d’ufficio a supporto ai processi decisionali.

Non si parla più di robotic automation bensì di intelligent automation e come ha rilevato Deloitte nel suo report Automation with Intelligence. Reimagining the organisation in the “Age of With”

la combinazione di RPA e IA rappresenta uno dei sei fattori determinanti nell’aumento dei ricavi. Le organizzazioni che hanno intrapreso un percorso di automazione intelligente, infatti, registrano un aumento medio dei ricavi di circa 9%, tre volte superiore rispetto alle aziende che utilizzano RPA.

Per approfondire 🔗 I robot software servono solo per l’esecuzione di compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto?

 

Come stai approcciando il tema dell’automazione dei processi nella tua azienda? I falsi miti che circolano su RPA e intelligenza artificiale rappresentano un ostacolo nella tua comunità aziendale? Ti sembra una sfida troppo complessa?

Una cosa è certa, non hai ancora trovato il partner giusto per affiancarti nel percorso verso l’efficienza in ogni dipartimento aziendale! Centro Software offre prodotti e competenze per supportare le imprese nel loro percorso di Digital Transformation, sfruttando tutte le opportunità offerte dall’era digitale. In modo integrato con l’ERP o completamente indipendente dal sistema gestionale già in uso in azienda.

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