Siamo tutti abituati a sentir parlare di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Data Science, Big Data e Data Mining. Molte aziende stanno considerando l’introduzione di queste tecnologie, ma la riflessione deve partire da un punto di vista differente:
- quante di loro comprendono il vero valore dei dati e delle informazioni?
- quante hanno le basi culturali e strategiche per sfruttare i dati che raccolgono grazie alla tecnologia disponibile?
I dati devono costituire la base della cultura aziendale, a tutti i livelli, per trarne veramente il massimo valore e solo quando il patrimonio informativo sarà valorizzato all’interno del business aziendale, le tecnologie avanzate offriranno la possibilità di acquisire conoscenza concreta e un notevole vantaggio competitivo.
Dove nasce il valore della conoscenza
Partiamo dalle definizioni:
- Dati = sono nozioni grezze e incomplete
- Informazioni = hanno origine dai dati aggiungendo loro valore attraverso processi di analisi, sintesi, calcolo e categorizzazione
- Conoscenza = processo di trasferimento delle informazioni all’interno dell’organizzazione, indentificando la relazione causa-effetto tra esse
- Business Intelligence (BI) = trasforma i dati grezzi in informazioni utili per il business, per prendere decisioni strategiche e tattiche coerenti con il contesto in cui l’azienda opera.
La situazione italiana
Secondo uno studio condotto nel 2022 dall’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano per analizzare il livello di maturità in ambito di cultura del dato, è emerso che
- il 46% dei lavoratori visualizza settimanalmente report di sintesi per il monitoraggio delle performance dell’azienda o di un determinato processo a supporto di decisioni
ma
- il 56% degli utenti afferma che l’esperienza umana rimane più affidabile di un modello statistico.
Nel complesso, dunque, l’esigenza di utilizzare il patrimonio informativo a supporto delle decisioni viene percepita dai dipendenti aziendali, tuttavia vi è ancora reticenza nei confronti di un approccio maggiormente analitico nei processi aziendali. D’altra parte, spesso manager e decisori aziendali lamentano uno scarso utilizzo dei dati da parte dei propri dipendenti nello svolgimento delle loro mansioni lavorative quotidiane.
Il passaggio mancante è la creazione di una cultura del dato che pone le basi per una organizzazione data-driven. Non è un caso, dunque, che la celebre affermazione “culture eats strategy for breakfast” coniata da Peter Druken, economista e padre del moderno management sia stata declinata negli ultimi anni in “la cultura del dato mangia la strategia del dato a colazione”: anche la migliore strategia dei dati non può realizzare il suo potenziale se la cultura dei dati nell’azienda non è all’altezza ➡️ sono le persone in azienda che devono essere stimolate a cambiare il proprio comportamento e la propria mentalità per trarre vantaggio dalla quantità sempre crescente di dati a loro disposizione.
Processo decisionale basato sulle informazioni: perché è indispensabile integrare ERP e BI
Nell’attuale contesto competitivo, il successo di una realtà aziendale dipende sempre più dalla capacità degli utenti di accedere e utilizzare i dati per prendere decisioni migliori, rapide ed efficienti, in maniera decentralizzata e in completa autonomia.
Nell’era dell’approccio data-driven, le soluzioni ERP e di Business Intelligence moderne diventano sempre più complementari, se non interdipendenti.
Considerato che, come detto poco sopra, la priorità è quella di accelerare il processo decisionale, migliorando l’accesso ai dati in tempo reale e potenziando l’analisi delle transazioni, ecco come una piattaforma di Business Intelligence (meglio se totalmente integrata con moduli specifici e nativi) potenzia la soluzione ERP in uso:
- Capacità di fornire informazioni contestuali: la quantità di dati in una moderna soluzione ERP sta crescendo rapidamente, gli utenti necessitano di dashboard basate sui ruoli, in grado di fornire contenuti rilevanti e specifici per il processo decisionale di ciascuna specifica funzione.
- Supporto rapido nei processi decisionali: grazie alla BI, gli utenti devono essere in grado di avere accesso in real time a record ed eventi per prendere decisioni informate e consapevoli.
- Analisi predittive, non solo descrittive: non solo attività di reporting che danno una panoramica ex post di quanto già accaduto, bensì elaborazione di modelli predittivi che analizzano le tendenze storiche e i dati correnti per prevedere i possibili risultati futuri:❔️ qual è la mia performance aziendale?❔️ quali sono i motivi dell’andamento attuale? ❔️ cosa devo fare per migliorare le performance?
Fare Business Intelligence significa dunque cercare, raccogliere, organizzare e interpretare tutti i dati reperibili nel sistema informativo (e nelle fonti esterne disponibili) e trasformarli in informazioni utili per controllare meglio i processi aziendali e accrescere il proprio vantaggio competitivo, rendendo disponibili tutte le informazioni strategiche e statistiche in modo automatico o semi-automatico a chi svolge mansioni direttive o decisionali. Con il beneficio di un migliore approccio alle problematiche commerciali e produttive, dall’analisi delle relazioni con i clienti o in ambito risorse umane, fino all’individuazione di comportamenti anomali nei processi industriali o nelle catene di fornitura e approvvigionamento.
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