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L’inevitabile e necessaria evoluzione delle PMI italiane

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Il panorama italiano delle PMI, tra luci e ombre

Uno dei principali problemi delle PMI Italiane è la loro dimensione aziendale: spesso ridotta, con una forte cultura del prodotto ma meno del processo e della pianificazione e con la solitudine dell’imprenditore nelle decisioni gestionali di natura programmatica.

In tale contesto le filiere produttive sono lunghe e ramificate, con l’esigenza di una gestione coordinata, organica e che opera in modo sincrono e la necessità di un’intelligenza complessiva di filiera che trae la sua forza dalle intelligenze distribuite sulle singole entità aziendali.

La soluzione da sempre proposta da analisti e consulenti – però – è il percorso di crescita per fusione e aggregazione, che non manca di controindicazioni ➡️ la perdita della flessibilità e della dinamicità che hanno dato visibilità in tutto il mondo al brand e al valore del Made in Italy.

Perché non rendere, invece, il modello italiano PMI ancora una volta vincente? Creando intelligenze distribuite sulle singole entità aziendali è possibile far dialogare tra loro e in tempo reale i sistemi informativi delle aziende della filiera, oltre che con il mondo esterno: per fare ciò occorre premere l’acceleratore sulla digitalizzazione della filiera.

 

Il livello di digitalizzazione delle PMI italiane, dati alla mano

A mettere nero su bianco i dati aggiornati sul livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese del nostro Paese ci ha pensato l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano nella ricerca 2022-2023 “Le PMI verso la maturità digitale: la bussola è nell’ecosistema”. L’Osservatorio ha individuato 4 profili di maturità digitale sulla base di 3 variabili rappresentative dell’approccio delle PMI alla digitalizzazione:

  • cultura digitale
  • trasformazione digitale dei processi
  • collaborazione con attori esterni (software house, istituti di credito, associazioni di categoria, hub di innovazione, etc…).

Come dichiarato da Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio:

La minoranza delle PMI presenta un profilo convinto (36%) o avanzato (9%) nei confronti della trasformazione digitale. Di conseguenza, poco più della metà delle PMI (55%) mostra un atteggiamento timido (39%) o addirittura scettico (16%), mancando soprattutto di un approccio olistico e di una visione strategica di lungo termine. E stentando a riconoscere alla digitalizzazione un ruolo centrale all’interno del loro settore economico di riferimento.

Non si può trascurare, inoltre, che nell’ultimo anno la crisi energetica e la necessità di far fronte a situazioni contingenti e costi aumentati in modo esponenziale abbiano temporaneamente rallentato il percorso di digitalizzazione di alcune realtà.

 

L'(inevitabile e necessaria) evoluzione delle imprese

Anziché scegliere la strada della fusione, oggi la soluzione ideale è la completa digitalizzazione delle PMI con le tecnologie attuali, con la possibilità di un dialogo in tempo reale non solo tra tutti i reparti dell’azienda, ma anche con il mondo esterno all’impresa (clienti e fornitori).

Un percorso di questo tipo genera nei fatti una rete nella filiera produttiva, che si concretizza nella possibilità di lavorare – dal punto di vista organizzativo e dei processi – come un’unica grande azienda organizzata e sincronizzata.

Tutto ciò rappresenta un enorme vantaggio per il sistema paese Italia, proprio per il grande numero di PMI che compongono il suo tessuto imprenditoriale.

 

La filiera digitalizzata del futuro

L’ERP di ultima generazione è il cuore di questa digitalizzazione perché rappresenta la spina dorsale informatica di tutti i processi operativi e decisionali dell’impresa. Offre l’opportunità di lavorare in modo più efficiente, automatizzare le operazioni ripetitive e ridurre il time consuming, consentendo agli operatori di dedicarsi ad attività a maggiore valore aggiunto. Con beneficio tangibile sul business e sulla competitività dell’azienda.

Per raggiungere questi obiettivi si deve operare in tre direzioni:

  1. aprire prima possibile i propri sistemi informativi verso l’interazione con il mondo esterno per poter dialogare in modo agevole con tutta la filiera e fare sistema
  2. integrare o interfacciare i propri sistemi informativi con sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) e con tutte le applicazioni digitali rese disponibili dalle moderne tecnologie
  3. digitalizzare anche tutti i processi interni non gestibili con l’ERP, perché non sarà impossibile ottenere un’efficienza aziendale completa se prima non sono digitalizzati anche tutti i micro-flussi interni (definiti “non strutturati”).

Nel prossimo futuro alle imprese che fanno parte di una filiera produttiva verrà richiesto anche quali web services saranno in grado di mettere a disposizione per l’interoperabilità, perché l’utilizzo del tempo umano sarà consentito solo per operazioni e processi ad alto valore aggiunto. Nessuno vorrà più mandare una mail o fare una telefonata per sapere, ad esempio, una data di consegna, ma sarà un flusso automatico a dare risposta immediata ai sistemi informatici dei clienti per conto dei fornitori.

La tua azienda è una PMI? Hai già colto i vantaggi della digitalizzazione con un ERP intelligente e soluzioni di business process modeler? Sfrutta uno dei requisiti essenziali per affrontare le criticità e le opportunità del mercato odierno e guidare la tua azienda verso l’innovazione.

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