Sei pronto per il next normal?
Se a seguito della crisi economica del 2007-2008 si poteva parlare di new normal, il periodo post pandemico e incerto che stiamo vivendo attualmente non può essere più descritto in un’ottica di stabilità, ma piuttosto di mutamento continuo. Next normal è il termine coniato da McKinsey per definire questa nuova e sfidante normalità.
Se già da diversi anni le aziende hanno intrapreso un percorso più o meno spinto di digital transformation, il next normal impone loro di reinventare la propria strategia digitale con l’obiettivo di
- ripensare l’intera organizzazione
- rendere efficienti i processi interni ed esterni
- migliorare il processo decisionale
- ridurre sprechi, costi superflui e inefficienze
- e (non da ultimo)liberare le potenzialità dei ciascun dipendente per portare valore aggiunto all’azienda.
Non si tratta solo di automatizzare delle attività, l’esigenza è quella di automatizzare interi processi aziendali così da apportare valore di lungo termine.
Partiamo dalla definizione di hyperautomation
Il concetto di Hyperautomation si è diffuso in tutto il mondo alla fine del 2019, quando Gartner lo ha inserito per la prima volta tra i 10 principali trend tecnologici strategici per gli anni successivi. Non si tratta di una tecnologia, bensì di
[…] un approccio disciplinato e business-driven che le organizzazioni utilizzano per identificare, controllare e automatizzare in modo rapido il maggior numero di processi aziendali utilizzando la tecnologia.
Grazie all’utilizzo coordinato di soluzioni e tecnologie avanzate come Robotic Process Automation (RPA), Intelligenza Artificiale (AI), Machine Learning (ML) e Business Process Management (BPM), l’Intelligent Automation consente a ogni azienda di “fare le cose in modo diverso” e “fare cose diverse” secondo la logica per cui tutto ciò che può essere automatizzato, sarà automatizzato.
Non è soltanto automazione, è molto di più…
La base di partenza e le tecnologie abilitanti sono di sicuro soluzioni che abbiamo imparato a conosce ed applicare molto bene: il BPM e l’RPA.
- Il Business Process Management ha come obiettivo l’ottimizzazione di un processo nel suo insieme e l’automazione ne rappresenta solo una piccola componente.
- Con l’introduzione della Robotic Process Automation si punta all’automazione specifica di singoli task ripetitivi attraverso robot software che replicano le operazioni più noiose e a scarso valore aggiunto eseguite da un operatore umano. Operando più rapidamente e senza errori.
- Il passo successivo è la capacità dell’RPA di dialogare e integrare tra loro business application diverse, senza la necessità di intraprendere complessi processi IT. Ed ecco che ad essere automatizzati non sono più solo i singoli task, ma anche veri e propri workflow trasversali.
- Con la democratizzazione di questi strumenti, mettendoli nelle mani anche di utenti non-IT, la visione si è ampliata ancora di più. L’AI e il machine learning identificano i processi e i task di cui è “fatta” l’azienda, aiutano a gestire processi complessi lungo il loro svolgimento e introducono strumenti per il monitoraggio e l’orchestrazionedi un numero potenzialmente elevatissimo di digital workers.
Ecco perché non possiamo più chiamarla “automazione”, ma serve il necessario suffisso “-iper”.
Perché è diventata uno dei principali trend?

Sempre secondo Gartner “l’iperautomazione è passata dall’essere un’opzione a una condizione di sopravvivenza” e rappresenta un “fattore chiave che consentirà alle aziende di raggiungere l’eccellenza operativa” e un conseguente risparmio sui costi operativi del 30% entro il 2024, in tutti i settori.
Come già detto, dunque, l’hyperautomation è il processo di applicazione di tecnologie di avanzate per automatizzare compiti, identificando e gestendo quanto più rapidamente possibile il maggior numero di processi.
I principali vantaggi dell’automazione intelligente
L’avvento dell’hyperautomation porta numerosi benefici:
- rende competitivi il business e l’intera organizzazione aziendale
- mette il boost all’efficienza di processi e servizi
- consente l’automazione end-to-end di operazioni aziendali complesse
- rompe i temibili silos aziendali
- favorisce la proficua collaborazione uomo-informazioni-macchina.
Contare sull’hyperautomation permette un’elaborazione più veloce e accurata in tempo reale di set di dati strutturati e non strutturati e anche una maggior qualità delle decisioni guidate dai dati e della business intelligence.
Per l’azienda che l’adotta significa anche una migliore visibilità e una migliore esperienza del cliente e gestione della supply chain.
Con l’Hyperautomation il futuro del lavoro non è costituito da compiti svolti da robot, ma dalla re-immaginazione del lavoro come fatto dai dipendenti con la tecnologia: gli esseri umani sono i decisori chiave che utilizzano la tecnologia per interpretare i big data e applicare le intuizioni al loro lavoro quotidiano.
