Questa sezione raccoglie alcune domande ricorrenti (Frequently Asked Questions) poste dagli utenti dei prodotti SAM ERP2 sul modulo ERP Fatturazione Elettronica.

  1. In che cosa consiste il servizio di fatturazione elettronica tra privati (B2B)?
  2. Chi sono i soggetti obbligati alla Fatturazione Elettronica B2B?
  3. Sono previste proroghe per i soggetti obbligati al 1° Luglio 2018?
  4. Cos’è SDI e che ruolo svolge nel flusso informatico con l’Agenzia delle Entrate?
  5. Quali azioni preventive devo fare in preparazione all’entrata in vigore dell’adempimento fiscale?
  6. Quali azioni preventive devo effettuare in SAM ERP2?
  7. Ho ricevuto le credenziali per accedere al servizio Cloud. A cosa servono e come devo utilizzarle?
  8. Cosa contiene la fattura elettronica?
  9. FOCUS CARBURANTI
  10. FOCUS CONTRAENTI E SUBAPPALTATORI P.A.
  11. Quali servizi sono disponibili in SAM ERP2? -> FATTB2B / FIRMA DIGITALE / CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA
  12. Esiti ricevuti da SDI: significato e azioni da intraprendere
  13. Quale sarà la data di emissione e di ricezione di riferimento del documento?
  14. Le fatture elettroniche ricevute dal 1° gennaio 2019 potranno essere stampate e conservate su carta o dovranno essere conservate unicamente in digitale?
  15. Cosa fare se il fornitore non adempie all’obbligo di trasmettere le fatture elettroniche tramite SdI, ma continua a inviarle in PDF come allegato all’email?
  16. Come si gestiscono le fatture GSE?
  17. Quali sono le possibili sanzioni in caso di mancato invio tramite SDI (a regime)?
  18. Come devo numerare le fatture elettroniche? Devo creare un sezionale a parte?
  19. Ho già un gestore per l’archiviazione sostitutiva ma vorrei aderire al vostro servizio. Come posso recuperare le vecchie fatture archiviate e importarle con il nuovo gestore?
  20. Ho già un contratto con Aruba per Docfly. Come posso gestire il contratto con Aruba se intendo aggiungere anche il vostro servizio Cloud? 
  21. Come vengono gestite le note di variazione?
  22. L’adempimento sulla Fatturazione Elettronica comprende anche le fatture estere?
  23. Come posso recuperare le fatture ricevute nel cassetto fiscale?
  24. Quanto dura il PIN e per chi è valido?
  25. Come viene gestita l’autofattura?
  26. Come viene gestita la conservazione delle fatture elettroniche?
  27. Cosa devo fare se a gennaio ricevo fatture cartacee di dicembre 2018?
  28. Cosa accade alle fatture elettroniche non trasmesse?
  29. Sarà possibile emettere fatture differite?
  30. Cosa accade se effettuo un invio a una Partita IVA inesistente o cessata?
  31. Il campo “riferimento normativo” del tracciato xml è obbligatorio?
  32. Come si gestiscono i reverse charge?
  33. Come aggiungere o modificare utenti secondari per i servizi SDI in SAM
  34. Leggere e comprendere le segnalazioni degli scarti
  35. Cosa fare in caso di ricezione di fatture errate, inesistenti o fraudolente?
  36. Le modalità per pagare l’imposta di bollo nella fatturazione elettronica
  37. Come si gestisce il contributo ENASARCO (emissione e ricezione)?
  38. Fatture di acquisto e vendita – novità sulla competenza IVA
  39. Servizio di monitoraggio: modalità e tempi di adesione (ultima revisione news 04/07/19)
  40. Trasmissione telematica corrispettivi
  41. Come incidono i ratei e risconti nelle registrazioni di  fattura elettronica?
  42. Data operazione e-Fattura (ultima revisione news 16/10/19)

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1 - In che cosa consiste il servizio di fatturazione elettronica tra privati (B2B)?

La Fattura Elettronica (o E-Fattura) è una fattura normale che viene emessa, ricevuta, firmata e conservata in maniera digitalizzata.

Il servizio consiste nello scambio di fatture, valide ai fini fiscali e legali, supportato dall'uso di tecnologie digitali. In Italia per "fattura elettronica" si intende un documento, firmato digitalmente, scambiato tra un fornitore e un cliente, vincolati a gestire il documento per tutto il suo ciclo di vita (10 anni) in modalità esclusivamente elettronica.

Il formato digitale in cui le fatture elettroniche devono essere prodotte, trasmesse, archiviate e conservate è l’XML (eXtensible Markup Language), un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento, verificando così le informazioni ai fini dei controlli previsti per legge.

Centro Software ha reso disponibile il servizio di Fatturazione elettronica B2B, in vista dell’adempimento normativa richiesto a partire dal 1° Luglio 2018 per determinate categorie di soggetti. Questo adempimento verrà esteso a partire dal 1° gennaio 2019 a tutti i titolari di Partita IVA che emettono e ricevono fatture nel territorio italiano (ad esclusione dei regimi minimi e forfettari). Secondo le ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate sarà inoltre possibile inviare, tramite questo servizio, anche le fatture attive estere.

Azionando il tasto evidenziato in giallo sarà possibile gestire questo nuovo flusso informativo in semplici passaggi.

Il modulo Fatturazione Elettronica si raggiunge dall’Area Amministrativa -> Comunicazione Telematica Fatture -> Genera Elenco Telematico.

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2 - Chi sono i soggetti obbligati alla Fatturazione Elettronica B2B?

Il 30 aprile 2018 (e successive modifiche del 6 giugno) l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 8/E con chiarimenti in merito alle novità introdotte dalla Legge n. 205/2017 in tema di fatturazione e pagamento delle cessioni di carburanti.

Si ricorda infatti che, dal 1° luglio 2018, sarà necessario richiedere la fattura elettronica al distributore stradale di carburante ed effettuare il pagamento con mezzi tracciabili quali bancomat e carte di credito per poter dedurre il relativo costo e detrarre l’IVA. I soggetti obbligati ad emettere la fattura elettronica al 1° luglio 2018 sono:

a) cessionari di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori;

b) prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un'amministrazione pubblica.

A partire dal 1 gennaio 2019, i soggetti interessati all’adempimento sono tutti i titolari di partita IVA, che dovranno emettere fattura in formato elettronico verso i soggetti privati anch’essi titolari di partita iva (B2B), i soggetti privati consumatori (B2C) e le Pubbliche Amministrazioni.

I soggetti che rimangono esclusi da questo obbligo sono coloro che rientrano nel regime di vantaggio (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. n. 98/2011) e nel regime forfettario.

Con il decreto fiscale 2019, tra gli esonerati dall'obbligo della fatturazione elettronica vengono ricomprese anche le associazioni sportive dilettantistiche (che applicano il regime forfettario che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a 65mila euro), i medici, i farmacisti, i veterinari e, più in generale, i soggetti che inviano al Sistema tessera sanitaria i dati per l'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

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3 - Sono previste proroghe per i soggetti obbligati al 1° Luglio 2018?

A tal proposito si precisa quanto segue: “Il decreto legge varato in data 27/06/2018 dal Governo rinvia l’addio alla scheda che registra i rifornimenti”, pertanto l’e-fattura sarà obbligatoria per i carburanti solo a partire dal 1° Gennaio 2019.

Si ritiene utile citare un articolo del Sole 24Ore (28/06/2018):

“Alla fine è spuntato il decreto legge “light” (atteso già oggi in «Gazzetta Ufficiale») per spostare in avanti di sei mesi l’obbligatorietà della fattura elettronica nella cessione di carburanti, come aveva anticipato il vicepremier Luigi Di Maio convincendo i benzinai a revocare lo sciopero inizialmente fissato per il 26 giugno. La soluzione scelta dal Governo passa per il doppio binario (già più volte anticipato su queste pagine). In pratica, l’e-fattura nelle cessioni di carburante per autotrazione ai titolari di partita Iva diventerà obbligatoria solo a partire dal 1° gennaio 2019: data dalla quale l’emissione del documento digitale si estenderà a tutte le operazioni tra privati. Di fatto, questo significa che resterà in vita per tutto il secondo semestre dell’anno la scheda carburante, che servirà a documentare le spese sostenute e a poter effettuare la deduzione dei costi sostenuti nella dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno e a poter effettuare la detrazione dell’Iva. Ma con un vincolo: rimane l’obbligo di adottare pagamenti tracciabili per sfruttare i benefici fiscali. Un obbligo sancito sempre dalla manovra 2018 (legge 205/2017, articolo 1, commi 922 e 923), che ha previsto l’estensione dell’e-fattura oltre agli scambi di beni e servizi con le Pa.

Occorre precisare che “Il rinvio al 2019 della fatturazione elettronica per le vendite di benzina e gasolio per autotrazione, disposto dal D.L. n. 79/2018, vale solo per gli impianti stradali; pertanto, dal 1° luglio scatta l’obbligo della e-fattura per tutti gli altri soggetti della filiera di produzione e distribuzione (compagnie petrolifere, grossisti, intermediari, etc.). La novità, peraltro, coinvolge, dal lato passivo, anche altre categorie economiche, fra cui gli stessi gestori dei distributori stradali di carburante e i consumatori titolari di contratti di “netting”, i quali riceveranno dai loro fornitori le fatture in formato elettronico.” (Fonte IPSOA, F. Ricca, Carburanti, il rinvio della e-fattura non è per tutti, 29/06/2018).

Al fine di andare incontro alle esigenze della categoria dei c.d. carbo-gestori, l’art. 1 del D.L. 28 giugno 2018, n. 79 (in G.U. n. 148 del 28 giugno 2018) ha riformulato la disposizione dell’art. 1, comma 917, lettera a), della legge n. 205/2017, rinviando al 1° gennaio 2019 l’obbligo della fatturazione elettronica per “le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione”.

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4 - Cos’è SDI e che ruolo svolge nel flusso informatico con l’Agenzia delle Entrate?

SDI o “Sistema di Interscambio” è una sorta di postino digitale, intermediario tra il privato e il soggetto finale. Si occupa di dialogare con l’Agenzia delle Entrate, inviando e ricevendo le fatture digitali. Questa piattaforma online, consente di:

  • ricevere le fatture sotto forma di xml;
  • effettuare controlli sui file ricevuti;
  • inoltrare le fatture;
  • restituire gli esiti informativi sullo stato del documento.

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5 - Quali azioni preventive devo fare in preparazione all’entrata in vigore dell’adempimento fiscale?

Al fine di veicolare le fatture nella corretta modalità e ridurre contestualmente la marginalità degli errori, si consiglia di effettuare una pre-registrazione al sito dell’Agenzia delle Entrate in cui comunicare alla stessa il canale preferenziale per interagire con il SDI ed effettuare l’invio e la ricezione delle fatture.

  1.  Per registrare l’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche è necessario la registrazione ai servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle entrate presso il sito: https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Registrati.jsp
  2. Una volta ottenute le credenziali di accesso, si accede all’area riservata della sezione fatture e Corrispettivi: https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale
  3. Dopo aver digitato le credenziali di accesso si procede alla selezione dell’utenza di lavoro e del soggetto per cui si intende operare.
  4. Una volta entrati nella propria area riservata, selezionare: “Registrazione dell’indirizzo telematico dovere ricevere tutte le fatture elettroniche”.
  5.  Procedere quindi alla registrazione dell’indirizzo telematico a cui ricevere tutte le fatture elettroniche. Questa funzione che permette la scelta del canale di ricezione fatture da parte del cessionario /committente, gestisce le seguenti casistiche:
    • Inserimento Scelta Canale;
    • Aggiornamento Scelta Canale;
    • Eliminazione Scelta Canale.

    L’utente potrà quindi registrarsi in modo tale che il SDI recapiterà in maniera automatica le fatture di acquisto a lui destinate sul canale prescelto. Si riporta un esempio nel caso in cui venga scelta la PEC:

    Di seguito si riporta un esempio nel caso in cui decida di interfacciarsi con il SDI tramite l’uso di un codice destinatario che occorre comunicare ai fornitori:

    Riepilogando: selezionata un’opzione l’utente deve selezionare il pulsante “Conferma” per continuare. La conferma dell’indicazione di una modalità di ricezione sarà sempre vincolata alla conferma di lettura di un disclaimer con riepilogo delle conseguenze e delle responsabilità connesse alla scelta.

    Occorre selezionare il tasto Procedi per poter continuare nella fase di registrazione al canale.
    Infine si visualizzerà la maschera della registrazione andata a buon fine.

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6 - Quali azioni preventive devo effettuare in SAM ERP2?

E’ possibile predisporre alcune informazioni all’interno di SAM ERP2 relativamente alle scelte dei clienti e alle destinazioni delle fatture.

Ciclo attivo (fatture di vendita)

Chiedere innanzitutto ai propri clienti, nei confronti dei quali dovranno essere emesse fatture, come desiderano ricevere le stesse. Possono verificarsi 3 casistiche

1) Clienti provvisti di CODICE DESTINATARIO

Il Codice Destinatario è il codice attribuito dal SDI al canale di ricezione accreditato del ricevente (del committente/cessionario o come nella maggior parte dei casi di un suo intermediario) e permette al SDI di veicolare correttamente la fattura elettronica al destinatario della stessa.

Se il cliente desidera ricevere le fatture tramite il proprio Codice Destinatario, questo dovrà essere inserito in Anagrafica Controparti nel campo Dati Relativi alla Trasmissione all’interno della sezione Dati Fatturazione B2B. Il Codice Destinatario varia a seconda del cliente:

per i clienti B2B => è un codice alfanumerico di 7 caratteri

per i clienti PA => è un codice alfanumerico di 6 caratteri

Il codice destinatario dovrà essere inserito solo nelle controparti "clienti", in cui si deve indicare anche il flag PA se si tratta di una pubblica amministrazione, come indicato nell’immagine:

C’è inoltre la possibilità di aggiungere il codice destinatario del cliente negli indirizzi alternativi, se la fattura deve essere indirizzata a un altro ente che ha un codice destinatario diverso da quello della sede centrale di riferimento.

2) Clienti che scelgono INVIO TRAMITE PEC

I clienti che intendono ricevere le fatture elettroniche direttamente dal SDI tramite PEC devono fornirvi un indirizzo PEC valido che bisogna inserire nella sezione Dati Generali dell’anagrafica controparte e nei Dati e nel campo Dati Relativi alla Trasmissione all’interno della sezione Dati Fatturazione B2B occorre inserire 7 (sette) zeri.

Codice Destinatario -> ‘0000000’

 

E’ possibile ottenere l’indirizzo PEC ufficiale del destinatario della fattura tramite un sito messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico www.inipec.gov.it.

3) Clienti SPROVVISTI di Codice Destinatario e PEC

I clienti che non hanno né Codice Destinatario né PEC riceveranno il file della fattura da parte del SDI nella propria area autenticata dei servizi telematici. Da parte vostra, in quanto fornitori, dovete comunicare al cliente che la fattura si trova nella sua area riservata. Questa comunicazione può essere fatta tramite consegna di una copia della fattura via mail o cartacea.

Il campo PEC è vuoto ma deve essere valorizzato con 7 (sette) zeri il campo Dati Relativi alla Trasmissione all’interno della sezione Dati Fatturazione B2B

 

Clienti che effettuano cessioni a clienti Intra e Extra CEE

Per chi effettua queste cessioni sarà possibile comunicare questi documenti all’Agenzia delle Entrate ovviamente il destinatario riceverà la fattura con le consuete modalità utilizzate fino a oggi.

Nelle anagrafiche di questi clienti non sarà ovviamente presente la PEC ma nel campo Dati Relativi alla Trasmissione all’interno della sezione Dati Fatturazione B2B andranno inserite 7 X.

Se vengono fatte solo delle cessioni al di fuori del territorio italiano e nessun acquisto, l’invio di questi documenti in formato elettronico esenterà dalla presentazione del nuovo spesometro mensile (detto anche Mini-Spesometro) che entrerà in vigore il prossimo anno. In questo modo si intende comunque assolto l’obbligo della comunicazione delle fatture

Chi effettua anche acquisti da paesi intra o extra CEE avrà la possibilità di operare in due modi

  1. o invia al SDI le fatture attive in formato elettronico e comunica nel Mini-spesometro solo quelle passive
  2. oppure esclude dal modulo della fatturazione elettronica i documenti emessi ai clienti intra e extra CEE e comunica fatture attive e passive con il Mini Spesometro secondo il metodo utilizzato fino a ora

Ciclo passivo (fatture di acquisto)

Per la ricezione delle fatture passive è necessario comunicare ai propri fornitori come si desidera ricevere le fatture:

  • se tramite PEC: comunicare l’indirizzo PEC ai propri fornitori.
  • se tramite SDI Centro Software: fornire il Codice Destinatario di Centro Software.
  • se tramite SDI di altro provider: fornire il Codice Destinatario del provider di riferimento.

Nel caso di scelta dei servizi di invio e ricezione delle fatture tramite SDI da parte di Centro Software, dopo aver completato l’iter di acquisto (che prevede l’invio del modulo d’ordine, del Contratto Quadro a mezzo PEC e la ricezione delle credenziali), occorre comunicare ai propri fornitori il codice destinatario attribuito a Centro Software.

Il codice destinatario di Centro Software, da comunicare ai propri fornitori per la ricezione delle fatture d’acquisto è: 7HE8RN5.

Regimi minimi e forfettari

L’indirizzamento della fattura verso soggetti privati o verso soggetti aderenti al regime dei minimi, al regime dei forfettari o al regime IVA agricolo esonerato deve essere fatta utilizzando un codice destinatario specifico («0000000») che consente di convogliare la fattura nell’area riservata del contribuente disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. In questi casi il cedente/prestatore deve comunque comunicare al cliente che la fattura si trova nella sua area riservata; la comunicazione può essere fatta tramite consegna di una copia via mail o cartacea della fattura.

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7 - Ho ricevuto le credenziali per accedere al servizio Cloud. A cosa servono e come devo utilizzarle?

Le credenziali vengono fornite da Centro Software per ogni Partita IVA che ha aderito ai Servizi di Interscambio Centro Software e hanno diverse utilità all’interno dei prodotti ERP2.

1. Nel menu di scelta dei Fiscali è stata introdotta l’icona cid:image001.png@01D41D02.84417750‘Gestione Utenti SDI’ per accedere alle informazioni del profilo utente SDI ed effettuare alcune operazioni (come per esempio il cambio della password).

Si precisa che le credenziali non vengono memorizzate e verranno richieste dal programma ogni volta che sarà necessario accedere ai servizi Centro Software.

2. Le credenziali, inoltre, sono necessarie per poter inviare il file XML al SDI o ricevere i relativi esiti. Verranno infatti richieste dopo aver premuto il pulsante di ‘Invio file’ o ‘Ricevi esiti’ .

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8 - Cosa contiene la fattura elettronica?

Si tratta di una normale fattura, in un formato differente (Xml) in cui ciascuna riga vengono riportati i campi valorizzati nelle diverse righe, come si può notare nell’esempio.

E’ possibile ottenere una lettura facilitata del file XML azionando il tasto evidenziato in giallo nella barra degli strumenti presente nel Modello di Invio Dati Fatture Attive e Passive.

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9 - FOCUS CARBURANTI

A partire dal 1° luglio i cessionari di benzina o di gasolio, utilizzato come carburante per motori, indicati nella legge di bilancio 2018 (i cessionari di beni e delle prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni), possono, vista la proroga concessa, emettere le fatture ancora tramite scheda carburante, in parallelo alla fattura elettronica, almeno fino al 31 dicembre 2018.

Si ricorda, infatti, che la fattura (anche elettronica), non deve obbligatoriamente contenere l’indicazione del modello e della targa del veicolo. Tuttavia, se questa informazione risulta importante per finalità specifiche (esempio: rimborso accise) sarà possibile indicare l’informazione appositi in campi del file XML.

 

QR-CODE

Generazione e stampa del QR-code

Un ulteriore elemento di semplificazione è rappresentato dal servizio di generazione e stampa del codice a barre bidimensionale (QR-code), abbinato all’utenza registrata. Tale codice consentirà al soggetto emittente la fattura elettronica di acquisire automaticamente i dati identificativi del cliente e l’indirizzo telematico mediante la scansione con un lettore ottico del QR-code fornito dal cliente. Attraverso un’applicazione dedicata, il QR-code potrà essere memorizzato sul cellulare/tablet, semplificando il processo di condivisione dello stesso con il fornitore.

Tale funzionalità è a supporto degli obblighi previsti dalla norma e ratificati nel Provvedimento Prot. n. 89757/2018 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, in relazione all'obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti effettuate nei confronti dei soggetti passivi IVA al Sistema di Interscambio; la funzionalità è introdotta con le medesime caratteristiche anche nel Cassetto Fiscale. L'utilizzo delle funzionalità è rivolto ai contribuenti che esercitano attività rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (soggetti IVA) nel territorio dello Stato, agli operatori che supportano i soggetti IVA nell'assolvimento degli adempimenti previsti dal d.lgs. 127/2015 e dal d.lgs. 193/2016.

La Generazione del QR Code di Partita IVA consente agli utenti che devono generare una fattura (da portale "Fatture & Corrispettivi", da pacchetto stand alone di generazione fatture, da App mobile Fatturae) di leggere i dati del QRCode e compilare in automatico la sezione della fattura "Dati Cliente".

Con la funzione viene generato il codice a barre bidimensionale, QRCode, della partita IVA, in formato PDF ovvero in formato immagine.

L'operazione può essere effettuata sul Cassetto fiscale o sul portale "Fatture & Corrispettivi" da "Profilo utenza di lavoro" - sezione "Generazione QR Code" selezionando i link specifici, come indicato nella maschera seguente:

E’ possibile trovare tutte le informazioni tecniche sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

https://assistenza.agenziaentrate.gov.it/ServiziIva/index.asp

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10 - FOCUS CONTRAENTI E SUBAPPALTATORI P.A.

Altra categoria di soggetti per cui la Legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 1° luglio 2018 (ambito di applicazione limitata al contraente che stipula contratto con la PA e al primo sub-appaltatore della catena).

In queste tipologie di fatture è necessario indicare l’Appalto (oltre ai riferimenti CIG e CUP).

In questo caso, inoltre, occorre procedere alla valorizzazione del riferimento ordine cliente nella testata dell’ordine.

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11 - Quali servizi sono disponibili in SAM ERP2? -> FATTB2B / FIRMA DIGITALE / CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA

Centro software ha messo a disposizione una serie di servizi che rispondono in maniera efficace ai nuovi adempimenti normativi in oggetto, riassumibili in tre soluzioni diverse. I servizi sono:

  1. Invio al servizio di Interscambio delle fatture.
  2. Invio al servizio SDI e firma digitale dei documenti (obbligatoria esclusivamente per la PA, ma fortemente consigliata anche tra privati, in quanto in grado di garantire l’autenticità, l’integrità e la validità dei dati contenuti secondo le vigenti disposizioni di legge).
  3. Invio al servizio SDI, firma digitale dei documenti e archiviazione sostitutiva degli stessi a norma del DPCM 3 DICEMBRE 2013.

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12 - Esiti ricevuti da SDI: significato e azioni da intraprendere

A seguito delle novità fiscali introdotte nell’Allegato A (Specifiche tecniche del 6/06/2018), rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, sono stati introdotti due canali distinti per gli esiti ricevuti da SDI a seconda che si tratti di cliente privato o Pubblica Amministrazione. Si precisa infatti che nell’ottica di semplificazione fiscale, unicamente la Pubblica Amministrazione è autorizzata all’accettazione o al rifiuto della fattura ricevuta. Inoltre, SDI si riserva al massimo 5 giorni di tempo per dare una risposta in merito all’esito del file XML inviato che possono essere:

SOGGETTI PRIVATI (B2B) sono stati previsti 3 tipologie di esiti:

1. Ricevuta di Scarto (SC)  È la notifica inviata dal SDI al soggetto trasmittente nei casi in cui non sia stato superato uno o più controlli tra quelli effettuati dal SDI sul file ricevuto. In questo caso SDI non possiede il file inviato, perciò occorre correggere il file in base agli errori segnalati nel campo esiti e re-inviarlo con stesso numero e data. Nel caso, invece, si sia proceduto alla registrazione della fattura elettronica per la quale viene emessa la ricevuta di scarto, si dovrà effettuare- se necessario - una variazione contabile (nota di variazione) ai solo fini interni, ossia senza la trasmissione di alcuna nota di variazione al Sistema di Interscambio.

2. Ricevuta di consegna (RC)  È la ricevuta inviata dal SDI al soggetto trasmittente per comunicare l’avvenuta consegna del file al destinatario. In questo caso l’invio del file va a buon fine e non occorrerà effettuare operazioni aggiuntive.

3. Ricevuta impossibilità di recapito o mancata consegna (MC) La notifica di mancata consegna è inviata al trasmittente del file XML quando il Sistema di Interscambio non riesce a consegnare lo stesso al destinatario. Il Sistema di Interscambio provvede a contattare il destinatario per segnalare il problema e per invitare alla sua risoluzione. Nei successivi 10 giorni il Sistema di Interscambio tenterà nuovamente a inoltrare la fattura. Se la consegna riesce, il SDI invia al mittente una ricevuta di consegna RC; diversamente, trascorsi 10 giorni dall'invio della notifica di mancata consegna, invia al mittente un'attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito AT. L'attestazione è composta da file fattura originale e file notifica sottoscritto elettronicamente e consente all'Operatore economico di inviare telematicamente la fattura all'amministrazione destinataria, utilizzando canali (es. mail, PEC) a lui noti senza ulteriori passaggi attraverso il SDI una notifica di esito (NE + accettata o NE - Rifiutata): messaggio con il quale il SDI inoltra al trasmittente la notifica di esito committente eventualmente ricevuta dal destinatario della fattura;

La ricevuta di impossibilità di recapito indica la non trasmissione del documento al destinatario che può avvenire per le seguenti cause:

  • Fattura a soggetto persona fisica senza partita IVA indicando "0000000" nel codice destinatario;
  • Fattura a soggetto con partita IVA indicando "0000000" nel codice destinatario in quanto non si conoscono i recapiti telematici;
  • indicazione di un codice destinatario previsto ma non attivo;
  • indicazione di un codice destinatario previsto, attivo ma temporaneamente offline;
  • Indicazione di un indirizzo PEC destinatario errato;
  • Indicazione di un indirizzo PEC corretto ma non più attivo;
  • Indicazione di un indirizzo PEC corretto ma con casella posta in arrivo eccedente i limiti previsti;

In tutti questi casi il Sistema di Interscambio comunica la fattura all'Agenzia delle Entrate che la deposita nell'Area Fatture e Corrispettivi e e invia al mittente  la ricevuta di "impossibilità di recapito" (suffisso _MC) via PEC o per il tramite di un Provider accreditato.

Il mittente che riceve un esito di "impossibilità di recapito" è tenuto a comunicare, per vie vie diverse dal Sistema di Interscambio al cessionario/committente che l'originale della fattura è disponibile nella sua Area riservata del sito Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. A tal fine può anche inviare una copia analogica/informatica (ad esempio, documento pdf di cortesia) della fattura elettronica.

Ai fini della detraibilità dell'imposta della fattura di acquisto non recapitata dal Sistema di Interscambio, il cessionario/committente è tenuto ad accedere all'area riservata del sito Fatture e Corrispettivi per prendere visione della fattura, in tal modo viene memorizzata la data di presa visione come data di consegna.

Fonte: IPSOA, e-fattura e impossibilità di recapito: cosa devono fare mittente e cessionario, nuove Faq Assosoftware 5 febbraio 2019.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: ci sono ulteriori tipologie di esiti per gli invii delle fatture a un cliente P.A., così riassunti:

1. Ricevuta di consegna (RC) Questo messaggio che SDI invia al trasmittente certifica l’avvenuta consegna al destinatario del file. Tuttavia, ci si trova ancora in una situazione di attesa dell’esito perché la Pubblica Amministrazione ha la facoltà di accettare o rifiutare la fattura.

2. Mancata consegna (MC)  Questo messaggio che SDI invia al trasmittente segnala la temporanea impossibilità di recapitare al destinatario il file. La notifica di mancata consegna è inviata al trasmittente del file quando il Sistema di Interscambio non riesce a consegnare il file alla Pubblica Amministrazione destinataria. Il Sistema di Interscambio provvede a contattare la PA destinataria per segnalare il problema e per invitarla alla sua risoluzione. Nei successivi 10 giorni il Sistema di Interscambio proverà nuovamente l'inoltro del file all'Amministrazione destinataria. Se la consegna riesce, il SDI invia al mittente una ricevuta di consegna RC, altrimenti, trascorsi 10 giorni dall' invio della notifica di mancata consegna, invia al mittente un'attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito AT.

3. Notifica di scarto (SC)  Messaggio che il SDI invia al trasmittente nel caso in cui il file trasmesso non abbia superato i controlli previsti. La stessa fattura può essere re-inviata al SDI, con gli stessi estremi, perché il Sistema di Interscambio non possiede il documento.

4. Notifica di esito positivo (NE +)  Messaggio che indica l’accettazione dalla fattura da parte della Pubblica Amministrazione, pertanto termina positivamente il flusso informativo con la stessa.

5.Decorrenza termini (DT) La notifica di decorrenza termini viene inviata, al trasmittente ed al ricevente, 15 giorni dopo che la fattura è stata consegnata alla P.A. Essa segnala che il Sistema di interscambio ha regolarmente concluso la gestione (ricezione e consegna alla PA) della fattura oggetto della notifica.

6: Notifica Esito (ES)Esito che identifica l’accettazione del file XML da parte dall’ente pubblico destinatario dello stesso, pertanto la fattura di intende correttamente inviata alla PA.

7.Notifica di esito negativo (NE -) questa notifica indica che la Pubblica amministrazione a cui ho inviato la fattura ha rifiutato la stessa.

8 Impossibilità di recapito (AT) È messaggio che il SDI invia al trasmittente nei casi di impossibilità di recapito del file all’amministrazione destinataria per cause non imputabili al trasmittente (amministrazione non individuabile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, oppure problemi di natura tecnica sul canale di trasmissione). Questo messaggio viene inviato da SDI sia al trasmittente che al destinatario nel caso in cui non abbia ricevuto notifica di esito committente entro il termine di 15 giorni dalla data della ricevuta di consegna o dalla data della notifica di mancata consegna.

La notifica di esito giunge al termine del flusso di comunicazione tra SDI e la PA che riceve la fattura.

Si rimanda al manuale tecnico di riferimento per maggiori precisazioni in materia.

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13 - Quale sarà la data di emissione e di ricezione di riferimento del documento?

1. DATA EMISSIONE FATTURA ELETTRONICA:

La fattura di vendita elettronica si considererà emessa alla data di trasmissione della stessa al Sistema di Interscambio. Attenzione, però, che l’emissione vera e propria della fattura si ha solo con esito positivo da parte del SDI e relativa ricezione della ricevuta di consegna (esito RC). Quindi in caso di scarto della fattura che può avvenire in un tempo massimo di 5 giorni (esito NC come vedremo di seguito), la stessa si ha per non emessa, pertanto occorre effettuare un nuovo invio (correggendo gli errori segnalati negli esiti), ricordando di mantenere lo stesso numero e data della fattura scartata da SDI. Il decreto fiscale 2019 ha apportato modifiche significative in merito alla data di emissione, ma non di invio, ovvero precisa all’art.11 del  decreto che a partire dal 1° luglio 2019:  «La fattura   e'   emessa   entro   dieci    giorni    dall'effettuazione dell'operazione determinata ai sensi dell'articolo».  

In seguito, con la circolare n 14/E del 2019 l’Agenzia delle Entrate afferma che con decorrenza dal 1° luglio la fattura immediata si potrà emettere entro 12 giorni rispetto all'effettuazione dell'operazione. Nella fattura immediata va indicata la data di effettuazione dell’operazione o la data in cui è corrisposto il corrispettivo (in tutto o in parte), mentre quella di avvenuta trasmissione verrà assegnata direttamente dal SDI. 

Il contribuente deve annotare in apposito registro  le  fatture  emesse, nell'ordine della loro numerazione, entro  il  giorno  15  del  mese successivo  a  quello  di  effettuazione  delle  operazioni   e   con riferimento allo stesso mese di effettuazione  delle  operazioni.

2. DATA RICEZIONE FATTURA ELETTRONICA:

Per quanto riguarda la fattura d’acquisto, ai fini della detrazione dell’imposta, fa fede la data di ricezione della stessa, che varia a seconda del canale di comunicazione scelto (PEC, web-service o protocollo FTP), infatti:

  • se la fattura è ricevuta tramite PEC, la data e l’ora di ricezione sono indicate nella ricevuta di consegna inviata al Sistema di Interscambio dal gestore di PEC del ricevente;
  • se la fattura è ricevuta tramite un sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”, la data e l’ora di ricezione sono presenti all’interno della “response” del servizio esposto dal soggetto ricevente; (sistema ad alta informatizzazione utilizzato da Centro Software s.r.l.);
  • nel caso, in cui SDI, non sia riuscito a recapitare la fattura per n motivi (esempio casella PEC piena), sarà possibile recuperare la fattura nel cassetto fiscale (nell’area riservata di Fisconline dell’Agenzia delle Entrate) e la data di ricezione che si considera valida ai fini della detraibilità dell’IVAè quella in cui si prende visione della stessa, scaricandola.

In caso di messa a disposizione della fattura nell’area riservata (perché non è stato possibile recapitare la fattura al codice destinatario o all’indirizzo PEC del destinatario) la data di ricezione della fattura è la data di presa visione della fattura stessa sul sito dell’Agenzia delle Entrate da parte del cessionario/committente.

In caso di messa a disposizione della fattura nell’area riservata di cessionari/committenti privati o aderenti al regime dei minimi o al regime forfettario o al regime IVA agricolo esonerato la data di ricezione della fattura è la data di messa a disposizione della fattura stessa.

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14 - Le fatture elettroniche ricevute dal 1° gennaio 2019 potranno essere stampate e conservate su carta o dovranno essere conservate unicamente in digitale?

Le fatture elettroniche in formato XML trasmesse e ricevute tramite il SDI dovranno essere conservate in formato digitale secondo le disposizioni di cui al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014 e al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013. Tale attività potrà essere svolta tramite soluzioni di conservazione digitale in-house oppure esternalizzando il servizio ad intermediari abilitati. Centro software mette a disposizione il servizio di conservazione sostitutiva dei documenti di cui necessitate.

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15 - Cosa fare se il fornitore non adempie all’obbligo di trasmettere le fatture elettroniche tramite SdI, ma continua a inviarle in PDF come allegato all’email?

L’art. 1 comma 6 del Decreto Legislativo 5 agosto 2015 n. 127, così come modificato dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205, riporta che in questi casi i cessionari/committenti devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio, il che significa che dovranno essere loro a provvedere a generare e trasmettere al SDI le fatture elettroniche (più precisamente le autofatture elettroniche) in formato XML pervenute dal fornitore tramite altri canali, come per esempio in formato PDF allegato alla email.

La suddetta procedura consentirà al cessionario/committente di procedere alla detrazione dell’IVA e alla deduzione del costo fatturato, evitando le sanzioni di cui all’art. 6 comma 8 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 471.

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16 -Come si gestiscono le fatture GSE?

Le fatture GSE rientrano nell’elenco delle Amministrazioni Pubbliche aventi obbligo dal 31 marzo 2015 di accettare e pagare solo fatture elettroniche ricevute tramite il SDI, ma diversamente dalle restanti PA, il processo di fatturazione elettronica messo in pista dal GSE è ben diverso.

La Fatturazione Elettronica al GSE prevede i seguenti passaggi:

  1. Predisposizione proposta di Fattura (a carico GSE)
  2. Inserimento numero e data fattura (a carico dell’azienda) in base alla numerazione fatture dentro il gestionale
  3. Firma Digitale della fattura (a carico GSE)
  4. Invio al Sistema d’Interscambio (a carico GSE)
  5. Download della ricevuta e della fattura dal portale GSE (a carico dell’azienda)
  6. Conservazione sostitutiva della fattura (a carico dell’azienda); E’ dunque il GSE a proporre la fattura per conto dell’operatore (cessionario), il quale dovrà confermare la regolarità del documento ed imputare il Numero e Data Fattura. Datata e numerata. La fattura sarà firmata digitalmente da GSE e inoltrata al Sistema di Interscambio (SDI). Successivamente sarà cura dell’azienda l’accesso al ‘fascicolo elettronico’ presente sul sito GSE, lo scarico dei documenti (file XML), la registrazione della fattura e relativo inoltro in conservazione sostitutiva.

Secondo quanto contemplato dalla norma, la conservazione elettronica delle fatture GSE è obbligatoria e ricade nelle mani dei fornitori. Centro Software mette a disposizione dei propri clienti/partner il servizio di conservazione sostitutiva. (Per approfondimenti vedi Manuale operativo Fatturazione Elettronica su Help Desk).

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17 - Quali sono le possibili sanzioni in caso di mancato invio tramite SDI (a regime)?

Nessuna sanzione per i primi 6 mesi del 2019: il Dl fiscale ha previsto la cancellazione delle sanzioni per chi non si adegua al nuovo meccanismo di fatturazione elettronica e ritardi la trasmissione delle fatture elettroniche, purché il ritardo non impatti sulla corretta liquidazione dell’IVA di periodo. Inoltre, le sanzioni sono ridotte al 20% se la fattura è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione al periodo successivo. Esclusivamente per i contribuenti mensili questa esenzione sarà valida fino al 30 settembre 2019.

Si riepiloga, per comodità, il regime sanzionatorio:

LIQUIDAZIONE PERIODICA MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DATA EMISSIONE SANZIONE
mensile giugno 2019 entro 16 luglio 2019 abbattimento sanzione dell'80% (art. 6 Dlgs 471/97)
mensile ottobre 2019 oltre 12 giorni dalla data effettuazione sanzione di cui (all'art. 6 Dlgs 471/97)

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18 - Come devo numerare le fatture elettroniche? Devo creare un sezionale a parte?

Per garantire una corretta tenuta contabile, la presenza contemporanea di fatture cartacee ed elettroniche richiede che vengano istituiti sezionali differenti in quanto ciascuna tipologia segue la propria numerazione. La creazione di un apposito sezionale IVA coniuga, da un lato, le esigenze di una corretta conservazione digitale, dall’altro, evita di dover conservare digitalmente anche le fatture cartacee. Nel file XML fatturazione elettronica il numero documento è identificato in maniera univoca dal Numero + Tipo Numerazione, indipendentemente dall’attivazione in ERP dell’opzione ‘Tipo Numerazione Doc. in Reg. Prima nota’. A seguito di queste considerazioni preliminari si consiglia, a partire dal 01/01/2019, di attivare l’opzione sopra descritta, per evitare incongruenze tra il documento inviato al SDI e quello presente nei registri IVA.

Il sintesi, il numero documento inviato al SDI deve possedere le caratteristiche di univocità (Anno e Numero) e progressività numerica. In caso contrario si potranno verificare  scarti dello stesso file, (come chiarito nelle specifiche tecniche del 6 giugno 2018 pubblicate dall’ AdE). La verifica dell’univocità della fattura, infatti, riguarda i dati relativi a:

  • identificativo cedente/prestatore
  • anno della data fattura
  • numero fattura

Qualora questi coincidano con quelli di una fattura precedentemente trasmessa e per la quale non sia stata inviata al soggetto trasmittente una ricevuta di scarto, il documento viene rifiutato con le seguenti motivazioni:

- Codice: 00404  Descrizione: Fattura duplicata (vale sia per le fatture ordinarie che per le semplificate)

- Codice: 00409 Descrizione: Fattura duplicata nel lotto (vale sia per le fatture ordinarie che per le semplificate

Le fatture di vendita intra/extra CEE potranno rimanere in un sezionale separato se non inviate al SDI, nel caso in cui invece si decida di inviare anche le fatture attive estero (codice destinatario 7x) dal 1° gennaio 2019 potranno rimanere insieme alle altre fatture. 

N.B. Tra le significative novità apportate dal decreto fiscale 2019, confermata dall’Agenzia delle Entrate e dal Sole 24 ore: non risulta più necessario differenziare i registri IVA. Pertanto risulta corretto avere un’unica numerazione, senza sezionali che distinguano fatture elettroniche da quelle cartacee. Allo stesso modo è corretto e facoltativo, avere dei sezionali che le tengano separate, conseguentemente la scelta di avere un sezionale o meno è solo soggettiva, suggeriamo comunque di fare sempre riferimento al vostro fiscalista di fiducia.

Fonte: Sole 24 Ore, IL FORUM SULLA FATTURA ELETTRONICA - Le risposte alle domande dei lettori. S. Da Maren e L. De Stefani, 21/11/2018

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19 - Ho già un gestore per l’archiviazione sostitutiva ma vorrei aderire al vostro servizio. Come posso recuperare le vecchie fatture archiviate e importarle con il nuovo gestore?   

Chi desidera trasferire le fatture PA archiviate presso altri enti conservatori (ad esempio dal 2014) per unificarle all’interno di un unico sistema di conservazione (Centro Software s.r.l.), dovrà richiedere l’attivazione di un progetto specifico tra Centro Software e Aruba, in quanto dovrà essere eseguita preventivamente un’attività di “mapping dei metadati” per individuare le differenze conservazione in uso rispetto a quanto contenuto nel sistema di Aruba.

 

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21 - Come vengono gestite le note di variazione?

La procedura contenuta nelle specifiche tecniche, allegato A, sulle note di variazione, chiarisce che nel tipo documento si trova il codice «TD04» per le note di credito (per il cliente) e il codice «TD05» per le note di debito. Si ricorda che è l’emittente a dover inviare una nota di variazione e non colui che riceve i beni (come da prassi finora nelle aziende). L’articolo 26 del Dpr 633/1972 non prevede questa facoltà, ma nella prassi si utilizza quando, ad esempio, si vuole prendere le distanze da una fattura ricevuta e ritenuta irregolare qualora l’emittente non provveda alla rettifica. Con l’e-fattura la rettifica può essere fatta soltanto da chi l’ha emessa.
Ecco un esempio pratico.Viene emessa una fattura di vendita e arriva regolarmente la ricevuta di consegna (RC) entro la fine del mese. Ci si accorge, tuttavia, di un errore e occorre fare una variazione. Quanto tempo si ha a disposizione per modificare la fattura, posto che sia possibile farlo?
Una volta che il SDI ha accettato la fattura inviata e recapitato una notifica RC (ricevuta di consegna) quindi con esito positivo, si è costretti a emettere una nota di variazione per apportare le modifiche perché l’agenzia delle entrate ha già acquisito la prima fattura emessa.

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22 - L’adempimento sulla Fatturazione Elettronica comprende anche le fatture estere?

L’articolo 1, comma 909 della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per le operazioni effettuate tra “soggetti residenti, stabiliti e identificati nel territorio dello Stato”. Per le operazioni effettuate da e verso operatori esteri la medesima norma ha disposto l’obbligo di comunicarne i dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione o ricezione della fattura (comunicazione dati operazioni transfrontaliere).

La fattura emessa potrà essere mandata al SdI nel formato elettronico xml e il campo ‘Codice Destinatario’ dovrà essere compilato inserendo il codice convenzionale di 7 X (“XXXXXXX”), senza determinare lo scarto del documento.

La norma citata dispone il venir meno dell’obbligo di trasmissione dei dati nei soli casi in cui le fatture emesse verso soggetti esteri siano inviate tramite il SdI nel formato elettronico xml. In questo caso la fattura stessa non sarà recapitata al cliente, ha il solo fine di assolvere all’adempimento fiscale.

Per quanto riguarda, invece, le fatture di acquisto estere sarà necessario continuare a effettuare la comunicazione mensile dei dati delle operazioni transfrontaliere e si consiglia di tenere un sezionale a parte.

 

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23 - Come posso recuperare le fatture ricevute nel mio cassetto fiscale?

Indipendentemente dalla procedura utilizzata per la ricezione della fattura elettronica, se il documento è compilato correttamente e trasmesso a un canale telematico esistente ma, per qualsiasi ragione, momentaneamente non attivo o non in grado di ricevere il documento, il sistema non scarterà l’e-fattura ma la metterà a disposizione del ricevente nella sua area web, dandone comunicazione all’emittente. Sarà possibile visualizzare, scaricare e registrare la fattura ricevuta seguendo i seguenti passaggi:

Una volta inserite le credenziali di accesso, si accede alla propria riservata della sezione fatture e Corrispettivi nel portale dell’Agenzia delle Entrate, al seguente link:

https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/:

Nella sezione ‘Consultazione’ selezionare la voce ‘Fatture elettroniche e altri dati IVA’ come indicato nell’immagine.

Selezionare “accetta e prosegui”

All’interno della sezione “Fatture elettroniche” sezionare “Le tue fatture ricevute”.

Indicare i parametri di ricerca della fattura di interesse e attivare il filtro cliccando su “cerca”.

In questa pagina si potranno visualizzare i dettagli e le notifiche del file fattura ricevuta selezionate, secondo i criteri di ricerca impostati.

L'utente potrà successivamente selezionare l'icona per ottenere il dettaglio relativo alla notifica della fattura e procedere alla visualizzazione o al “download” della stessa.

24 - Quanto dura il PIN e per chi è valido?

Nel modulo ERP Fatturazione Elettronica il codice PIN viene richiesto ogni volta che si intende fare un invio delle fatture attive al SDI (sia per singola fattura che per l’invio multiplo). Serve inoltre per la ricezione delle fatture passive (se ci sono fatture da scaricare, in caso contrario non viene richiesto).
La validità del PIN è di 12 ore dal momento in cui viene rilasciato per garantire copertura nell’arco dell’intera giornata lavorativa.
Il PIN risulta valido solo per la Partita IVA per la quale è stato richiesto.
Ogni utente che effettuerà le operazioni suddette riceverà il PIN nel proprio indirizzo di posta elettronica e potrà procedere in autonomia. La richiesta del PIN le assicura maggior sicurezza alle transazioni sul servizio cloud. Le operazioni da eseguire  con la P.IVA sono ritenute “sensibili” perché caricano e scaricano documenti (fatture) attinenti alle finanze di ciacsuna azienda. La ricezione del PIN (salvo problemi di connessione) è sempre molto rapida e arriva direttamente alla sua casella di posta.

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25 - Come viene gestita l’autofattura?

L’obbligo di fattura elettronica dal 2019 incide anche sul documento autofattura, che dovrà essere inviato al SDI. Le casistiche di emissione dell'autofattura, in formato elettronico, sono quattro:

  1. mancato ricevimento (entro 4 mesi dall’effettuazione dell’operazione) per cui il tipo documento corrisponderà a TD20.
  2. omaggi; con tipo documento TD1.
  3. autoconsumo; con tipo documento TD1.
  4. nel caso di emissione di autofatture per operazioni soggette al meccanismo del reverse charge interno, l’Agenzia ha precisato che nel campo “Tipo Documento” occorre indicare il codice TD1.

Il “TipoDocumento” che identifica il documento in oggetto è il “TD20” e deve essere utilizzato solo ed esclusivamente nel caso in cui non si riceva la fattura attesa dal proprio fornitore, e si debba pertanto provvedere all’emissione di “autofattura denuncia (Fonte: IPSOA:, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, Fatture datate 2018 ed inviate nel 2019: ok al formato analogico,  16/01/2019)

Nel primo caso, infatti, se dopo 4 mesi dal compimento di una operazione rilevante ai fini IVA (articolo 6, comma 8, Dlgs 471/1997) non si riceve la relativa fattura si rende necessario emettere autofattura e trasmetterla al SDI (codice TD20) compilando le sezioni anagrafiche del cedente/prestatore e del cessionario/committente rispettivamente con i dati del fornitore e i propri dati. Nel caso in cui si riceva una fattura irregolare la tempistica di invio al SDI è di 30 giorni.

Ricordiamo che SDI svolge un’attività di mero “postino”, per questo motivo quindi chi farà la trasmissione al Sistema di interscambio sarà anche il ricevente della fattura essendo a lui intestata, spetta poi al singolo utente la trattazione della stessa a livello fiscale.

Le fatture relative ai passaggi interni ai sensi dell’articolo 36 del Dpr 633/1972, quelle relative agli omaggi e all’autoconsumo devono invece essere inviate al SDI utilizzando il codice TD01.

( Fonte: Sole 24 ore, chiarimenti Agenzia delle Entrate).

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26 - Come viene gestita la conservazione delle fatture elettroniche?

La Conservazione Sostitutiva delle fatture elettroniche è un processo disciplinato nel Manuale di Conservazione (DPCM 3 dicembre 2013), ed è strutturato da un’ insieme di attività finalizzate a garantire al documento queste caratteristiche: autenticità; integrità; affidabilità; leggibilità e reperibilità.

Le fatture elettroniche devono essere conservate in modalità elettronica e tale obbligo di conservazione riguarda sia i soggetti emittenti che destinatari della fattura. Il termine per l’invio delle fatture al sistema di conservazione viene definito nell’ art. 3 comma 3 del D.M. 17.06.2014, ovvero: “[…deve essere effettuato entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento]”, in linea generale si riconosce come termine ultimo il 31 dicembre dell’anno solare successivo all’emissione e ricezione della fattura elettronica. L’articolo 2220 del codice civile prevede che: “Le scritture devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione. Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti”.

Cosa viene archiviato e per quanto tempo

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini della conservazione, ciò che ha valenza fiscale è il file xml. Sarà possibile archiviare anche il pdf relativi al file xml se si necessita di una consultazione più comoda (aumentando però anche lo spazio dell’archivio corrispondente).
In SAM ERP2  l’utente potrà selezionare le fatture che desidera archiviare e successivamente consultare mediante appositi filtri di ricerca (vedi sotto). Le fatture elettroniche attive e passive devono essere conservate in digitale per 10 anni.

Spazio di archiviazione

Lo spazio disponibile di default per l’archiviazione è di 1 GB. Sarà possibile controllare automaticamente lo spazio di archiviazione/credito ed evidenziare il momento in cui sta per esaurirsi.  In ogni caso non ci si deve preoccupare dell’acquisto di GB aggiuntivi perché, vista l’importanza amministrativa e fiscale della procedura, l’upgrade sarà effettuato in automatico in base allo spazio di archiviazione necessario e sarà Centro Software stessa che emetterà in automatico fattura per lo spazio acquistato da Aruba.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al  Manuale di Conservazione di Aruba, soggetto produttore che si occupa di concludere il processo di archiviazione apponendo la marca temporale al documento: (https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/linee_guida/aruba_manuale_di_conservazione.pdf)

Modalità operativa in SAM ERP2

Le fatture inviate e ricevute (correttamente registrate), possono essere inviate al sistema di conservazione e facilmente ricercate tramite semplice funzionalità in SAM ERP2.

Dall’apposito filtro è possibile decidere le fatture da inviare al sistema di conservazione e concludere definitivamente il ciclo informativo del documento con un semplice click da SAM ERP2.

Una volta inviate le fatture elettroniche desiderate, verrà apposta la marca temporale sul pacchetto di archiviazione (art. 3 co. 2 del DM 17.6.2014) completando il processo di archiviazione. Questo sigillo consente di associare data e ora, certe e legalmente valide ad un documento informatico permettendo una validazione temporale del documento opponibile a terzi.

 

In qualsiasi momento l’utente potrà effettuare ricerche all’interno del sistema di conservazione per consentire una verifica immediata dello stato delle fatture. Si ricorda che il sistema è in grado di segnalare eventuali ritardi qualora vi siano fatture da inviare al sistema di conservazione in prossimità della scadenza ed intercetta preventivamente eventuali errori di versamento (www.agid.gov.it).

Al termine della procedura di conservazione l'utente potrà visualizzare e scaricare il rapporto di versamento attestante la correttezza dell’operazione ovvero la presa in carico del pacchetto di archiviazione presso il sistema di conservazione. Questo documento, firmato, assume valenza fiscale e viene a sua volta conservato e presentato in caso di richiesta di da parte dell’Autorità fiscale competente. L’utente potrà inoltre effettuare il download della singola fattura conservata (questa funzione sarà presto a disposizione).

 

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27 - Cosa devo fare se a gennaio ricevo fatture cartacee di dicembre 2018?

Come chiarito anche dal Sole 24 Ore l’obbligo di fatturazione elettronica è fissato con decorrenza dal 1° gennaio 2019, pertanto le fatture cartacee emesse nel 2018 e ricevute dal cliente nella stessa modalità a gennaio 2019 non saranno interessate dal nuovo adempimento di trasmissione digitale.

Questo comporta necessariamente che nell’ipotesi di nota di variazione emessa nel 2019 di una fattura ricevuta nel 2018, la nota di variazione dovrà essere emessa in via elettronica.”

(Fonte: P. Tosoni, Domande degli esperti del Sole 24 Ore e le risposte delle Entrate, Sole 24 Ore, 12/11/2018)

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28 - Cosa accade alle fatture elettroniche non trasmesse?

Se il fornitore non emette la fattura elettronica e non la trasmette al Sistema di Interscambio, la fattura non si considera fiscalmente emessa. Il cessionario/committente (titolare di partita Iva) non disporrà quindi di un documento fiscalmente corretto e non potrà esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA. Questo gli impone di richiedere al fornitore l’emissione della fattura elettronica via SdI e, se non la riceve, è obbligato ad emettere autofattura ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del Dlgs 471/97. Con la regolarizzazione potrà portare in detrazione la relativa IVA.

Le disposizioni di cui all’articolo 1 del Dlgs n. 127/15 in tema di fatturazione elettronica hanno rilevanza fiscale. In relazione ai pagamenti, varranno le regole e gli accordi commerciali stabiliti tra le parti.

(Fonte: P. Tosoni, Domande degli esperti del Sole 24 Ore e le risposte delle Entrate, Sole 24 Ore, 12/11/2018)

30 - Cosa accade se effettuo un invio a una Partita IVA inesistente o cessata?

Nel caso in cui la fattura elettronica riporti un numero di Partita IVA o un codice fiscale del cessionario/committente inesistente in Anagrafe tributaria, il SdI scarta la fattura in quanto la stessa non è conforme alle prescrizioni dell’articolo 21 del Dpr 633/72.

Nel caso in cui la fattura elettronica riporti un numero di Partita IVA cessata o un codice fiscale di un soggetto deceduto ma entrambi esistenti in Anagrafe tributaria, il SdI non scarta la fattura e la stessa sarà correttamente emessa ai fini fiscali.

In queste situazioni l’Agenzia delle Entrate potrà eventualmente effettuare controlli successivi per riscontrare la veridicità dell’operazione.

(Fonte: P. Tosoni, Domande degli esperti del Sole 24 Ore e le risposte delle Entrate, Sole 24 Ore, 12/11/2018)

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31 - Il campo “riferimento normativo” del tracciato xml è obbligatorio?

I prodotti ERP di Centro Software effettuano i controlli richiesti dalla normativa e indicati anche dal Sole 24 Ore: “Quando l’elemento “Natura” deve essere compilato (perché non c’è l’aliquota Iva), l’allegato A del provvedimento del 30 aprile 2018, paragrafo 2.1.8, prevede che sia obbligatorio compilare l’elemento “Riferimento Normativo” con la relativa normativa di riferimento. L’indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale di riferimento è obbligatoria anche per il dpr 633/1972, ad esempio, per le operazioni esenti (tranne quelle dell’articolo 10, n. 6), quelle soggette al regime del margine, eccetera (articolo 21, comma 6, Dpr 633/1972). In sostanza, l’elemento “Natura” è obbligatorio, se l’elemento “AliquotaIVA” è pari a zero, mentre non deve essere presente, se l’elemento “AliquotaIVA” è diverso da zero.”

Fonte: L. De Stefani, Riferimento normativo obbligatorio, Il Fisco, 22/11/2018

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32 - Come si gestiscono i reverse charge?

Secondo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate si conferma che per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l’operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l’adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d’acquisto ai sensi dell’art. 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15.

Per gli acquisti interni per i quali l’operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l’operazione è effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell’articolo 17 del d.P.R. n. 633/72, l’adempimento contabile previsto dalle disposizioni normative in vigore prevede una “integrazione” della fattura ricevuta con l’aliquota e l’imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa ai sensi degli articoli 23 e 25 del d.P.R. n. 633/72.

Per rispettare il dettato normativo, l’Agenzia ha già chiarito con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 che una modalità alternativa all’integrazione della fattura possa essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della stessa.

Al riguardo, si evidenzia che tale documento – che per consuetudine viene chiamato “autofattura” poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare, l’identificativo IVA dell’operatore che effettua l’integrazione sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente può essere inviato al Sistema di Interscambio.

In questo caso, tuttavia, occorre specificare che rimangono ancora dubbi su come assolvere correttamente all’integrazione IVA e all’invio dell’eventuale documento integrativo, per questo motivo suggeriamo di procedere alla semplice registrazione contabile del documento integrato, dando così evidenza dell’integrazione nelle scritture contabili (registri IVA e libro giornale) e portando in conservazione il solo documento di acquisto originario, non integrato.

(Fonte: Comunicato Stampa AssoSoftware, fatture elettroniche: in attesa di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate ecco le indicazioni operative di AssoSoftware, 14/01/2019; e F.A.Q. Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it - Risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica FAQ pubblicate il 27 novembre 2018)

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33 - Come aggiungere o modificare utenti secondari per i servizi SDI in SAM?

L’utente indicato sul Contratto Quadro (sezione H) come referente dei servizi per la Fatturazione Elettronica riceve le credenziali con una mail come da esempio sotto:

Questo utente è definito ‘amministratore’ ossia un utente che può successivamente creare altri utenti che potranno avere accesso all’invio/ricezione delle fatture.

Per accedere alle funzioni di creazione nuovi utenti o modifica della propria password, si utilizza l’icona presente nella form di accesso ai fiscali:

Cliccando sull’icona evidenziata viene richiesto di eseguire la login al servizio per accedere alle relative funzioni:

Se l’utente che si autentica è stato definito come “amministratore” per questa gestione si troverà di fronte a questo menu:

E potrà procedere con la Gestione Utenti SDI, entrando sarà possibile:

  • Associare nuovi utenti alla P.IVA corrente (che non saranno amministratori ma utenti secondari);
  • Modificare gli utenti presenti nella lista;
  • DISATTIVARE o ATTIVARE gli utenti creati per la P.IVA corrente.

Con l’icona si potranno associare nuovi utenti compilando un semplice modulo:

Una volta inseriti i dati e confermata la creazione con OK, l’utente riceverà una mail (alla casella di posta inserita nella creazione) con le sue credenziali (utente e password assegnata). L’utente “amministratore” riceverà una notifica in cui non sarà esposta la password.

Con l’icona di modifica  è possibile intervenire su alcuni dei dati inseriti in precedenza (Nome, Cognome, email ):

e viene evidenziato anche se l’utente risulta disattivato:

Se l’utente è DISATTIVATO e si desidera ad esempio riattivarlo lo si potrà fare posizionandosi nella griglia sull’utente sui cui si desidera intervenire e con l’ultima icona:

allo stesso modo se l’utente è attivo lo si potrà DISATTIVARE,

Se nell’ERP si gestiscono più aziende (ossia si gestiscono diversi DB con P.IVA differenti) e si desidera abilitare l’utente per tutte le aziende gestite occorrerà procedere alla procedura sopra descritta entrando in ogni azienda gestita in quanto la creazione, abilitazione dell’utente è legata alla singola P.IVA.

Gli utenti ‘secondari’ accedendo alla stessa funzione potranno solamente modificare la loro password:

Non vedranno il pulsante per la gestione degli utenti.

Se un utente non è abilitato per l’azienda in cui è entrato, la procedura ritornerà un errore:

e non permetterà l’accesso ai servizi.

Tramite il link  “Password dimenticata” sarà sempre possibile chiedere al sistema di avere una nuova password.

Per ulteriori dubbi si invita a consultare il Manuale completo nella sezione Help Desk.

 

(Fonte: P. Tosoni, Domande degli esperti del Sole 24 Ore e le risposte delle Entrate, Sole 24 Ore, 12/11/2018)

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34 - Leggere e comprendere le segnalazioni degli scarti

Il SDI controlla il file XML inviato e,se non è conforme alle regole di compilazione indicate, scarta il file. Gli esiti (qualunque essi siano) relativi ai file inviati sono consultabili tramite la gestione esiti del fiscale (vedi pagina 54 e seguenti), per visualizzare il messaggio che segnala il motivo dello scarto è sufficiente posizionarsi sulla riga della fattura che risulta scartata (o con altro tipo di messaggio), cliccare sull’icona ‘Visualizza esiti’:

A fronte di una fattura si potranno avere più esiti legati ai diversi invii fatti (esempio: file scartato che correggo e re-invio acquisisce una IDFileSDI nuovo), nella sezione mi posiziono sempre sull’ultimo record in ordine di data, e nella sezione in basso sono visibili gli esiti di quello specifico invio, mi posso posizionare sullo SCARTO:

Con ‘doppio clic’ o tasto modifica si entra nel dettaglio, nelle ‘NOTE’ vengono riportati i messaggi esatti che ritorna il SDI, in questi messaggio è contenuto il MOTIVO dello scarto.

Si segnalano di seguito i casi per ora più diffusi riscontrati:

1) CODICE FISCALE o PARTITA IVA ERRATI

Per il Codice Fiscale delle persone fisiche si ricorda che i prodotti ERO generano il codice fiscale in automatico in funzione dei dati inseriti nella sezione dei ‘Dati Fiscali’. Se viene inserito una data di nascita errata, o un Comune non corretto il codice fiscale generato è FORMALMENTE corretto ma l’agenzia verifica che quel codice fiscale sia realmente esistente ossia presente nell’anagrafe tributaria, e se i dati della persona non sono corretti il codice fiscale risulterà errato:

Anche l’inserimento di caratteri strani al posto del codice fiscale o della P.IVA non saranno accettati, ritornano un messaggio di errore simile a questo:

Se è stato inserito un codice fiscale (ma anche una P.IVA ) errato darà un messaggio lievemente diverso, ma sempre relativo al medesimo campo:

Anche la P.IVA viene verificata e deve essere valida e presente in anagrafe tributaria, se viene inserito un ‘.’ O qualche altro carattere errato, il file verrà scartato.

Se la controparte cliente a cui è intestata la fattura è definita come ‘Persona Giuridica’ il sistema si aspetta una P.IVA e non un C.F. di persona fisica per cui è importante aver definito correttamente la controparte in anagrafica.

Un file intestato a persona giuridica ma senza P.IVA non può essere accettato.

2) Sezione ‘Dati Ordine di Acquisto’ – Dati Pubblica Amministrazione:

Se si compila la ‘Data Ordine’ presente nella testata delle fatture dell’ERP

va compilato anche il campo ‘Riferimento ordine cliente’, la sola compilazione del campo Data comporta lo SCARTO del file. Solitamente con un messaggio di scarto simile a questo:

Per evitar questo problema esiste un’apposita opzione nella sezione dei ‘Dati Generali’:

Che consente di inserire sempre un carattere di default (nell’esempio un punto) nel caso in generazione del file XML non venga reperito alcun dato nel campo ‘Riferimento Ordine’ della testata fattura.

Allo stesso modo per tutti i dati presenti nella sezione ‘Dati Pubblica Amministrazione’ (Dati dell’ordine, Dati del contratto, Dati della convenzione …) se si compila il campo ‘Data’ va sempre compilato il campo ‘Identificativo xxx’.

In generale il campo ‘Identificativo’ è sempre obbligatorio in queste sezioni di dati aggiuntivi e se presente un altro campo della sezione va indicato anche questo.

3) Email PEC errata:

La mail PEC viene controllata dal SDI, e deve contenere almeno un valore che ‘assomigli’ ad una mail, non può contenere NOTE, indirizzi di siti web, trattini, puntini … è quindi fondamentale controllare che il campo presente in anagrafica del cliente, se compilato, sia compilato con un indirizzo mail e non con altri dati:

4) IBAN e BIC della Banca di appoggio presente sulla fattura:

Il SDI verifica che il dato sia corretto ed esistente, il campoBIC (swift) , se indicato, è lungo o 8 o 11 caratteri, non può essere più corto e deve essere corretto, altrimenti il file può essere scartato. Se l’IBAN non è corretto (riempito con ‘00’ o mancano dei valori):

Ovviamente, il dato relativo alla banca viene riportato sul file XML, insieme  al resto dei dati del pagamento,  se attivata questa opzione (se si è in presenza di pagamenti di tipo ‘Bonifico’ o ‘RID’).

Se questa opzione non è attiva il dato non viene inserito nel file XML, esso è comunque corretto essendo questi dati non obbligatori.

5) Errore sulla DIVISA:

(Vedi anche pagina 25, sezione ‘Divise e Cambi storici’).

Il codice ISO da indicare nella DIVISA per l’EURO è EUR, ogni divisa ha il suo codice ISO il dato è obbligatorio e deve essere corretto;

Un qualsiasi valore inserito nel codice iso della divisa e non esistente comporta lo scarto del file stesso.

6) Codice Destinatario non valido: se il codice inserito nei Dati Fatturazione B2B del cliente non è corretto, il file viene scartato in quanto il dato è obbligatorio e deve essere esistente.

Vedi pagina 23 per indicazioni su come deve essere compilato tale dato. In caso di errato codice il messaggio è simile a questo:

Allo stesso modo il file verrà scartato se è stato inserito un codice di una PA ma non è stato spuntato il valore ‘Pubblica Amministrazione’.

7) File indirizzati alla PA e NON firmati: il SDI non accetta file NON firmati e indirizzati alla PA, la firma elettronica può essere apposta con i servizi di Centro Software o con altri sistemi ma se il file viene inviato senza firma potrebbe ritornare un messaggio di scarto:

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35 - Cosa fare in caso di ricezione di fatture errate, inesistenti o fraudolente?

L’impossibilità per i privati di rifiutare la fattura elettronica, comporta che qualora si riceva una fattura non corretta, (per prestazioni non eseguite, o differenze di prezzo pattuito, ecc.), bisognerà contattare la controparte richiedendo l’emissione di nota di credito. Un caso particolare potrebbe essere quello di ricezione di una fattura del tutto “sconosciuta”. In questo caso è necessario avvisare l’emittente e, in caso di contatto infruttuoso, occorre ricordare che la fattura risulta comunque presente negli archivi SDI.

[Fonte: FiscalFocus, Convegno CNDCEC ed Entrate: nuove indicazioni per le e-fatture, 16/01/2019]

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36 - Le modalità per pagare l’imposta di bollo nella fatturazione elettronica

Con l'entrata in vigore dal 1 gennaio 2019 della fatturazione elettronica obbligatoria, cambiano e modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti vi siano assoggettati.
Per facilitare l'adempimento da parte del contribuente, la normativa prevede che al termine di ogni trimestre sia l'Agenzia delle Entrate a rendere noto l'ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio.
Grazie a questi dati, l'Agenzia metterà a disposizione sul proprio sito un servizio che consente agli interessati di pagare l'imposta di bollo con addebito su conto corrente bancario o postale oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall'Agenzia stessa.
Le disposizioni del decreto si applicheranno alle fatture elettroniche emesse a partire dal 1 gennaio 2019.
(fonte Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comunicato stampa|28 dicembre 2018|n. 224)

In fase di generazione di fattura elettronica, laddove la fattura sia soggetta a bollo, vengono valorizzati i campi 2.1.1.6.1-bollovirtuale e 2.1.1.6.2-importobollo nella sezione 2.1-datigenerali, ad indicare il corretto assolvimento dell'imposta di bollo. Laddove tale imposta voglia essere addebitata al cliente, i prodotti ERP di Centro Software generano un'apposita linea di dettaglio nella sezione 2.2-datibeniservizi con evidenza della natura N1 in quanto importo escluso Iva ex art.15 Dpr 633/1972 (Fonte: Sole 24 ore)

Nello specifico, nei prodotti ERP, in fase di generazione del file XML, è stata modificata la gestione importo ‘Bolli per esenzione’: nel caso di addebito dello stesso al cliente l’importo del bollo verrà gestito come le spese accessorie e verrà aggiunta una riga di ‘linea’ con l’importo del bollo (letto da opzioni ERP) e il codice IVA (letto da opzioni ERP). Se i bolli per esenzione non vengono addebitati, la riga non verrà aggiunta.
Con la fatturazione elettronica gli eventuali bolli per fatture in esenzione sono virtuali. Nell’anagrafica cliente è necessario indicare se dovranno essere addebitati i bolli per esenzioni:

Il bollo va indicato nel file XML e questo avviene tramite l’opzione:

L’importo verrà letto dall’opzione dell’ERP:

Verrà letto anche il relativo codice IVA:

Questo importo può essere o meno addebitato al cliente (l’ERP normalmente lo addebita aggiungendolo al totale della fattura):

In questo caso il programma genererà un file XML in cui riporterà tra i dati di testata il valore del bollo:

Scriverà inoltre nelle righe (dettaglio linea) la riga relativa all’importo dei bolli abbinandola al codice IVA indicato nelle opzioni dell’ERP:

Se non si desidera addebitare al cliente l’importo del bollo, nell’anagrafica della controparte si potrà spuntare il campo dedicato a questo:

In questo caso  la sezione in testata della fattura con indicazione del bollo e relativo importo viene comunque riportata sul file XML, ma l’importo del bollo non viene addebitato nel totale della fattura:

Nel file XML non verrà aggiunta nessuna riga ulteriore di dettaglio linee.

Totale imposta di bollo nel portale Fatture e Corrispettivi

Nel portale Fatture e Corrispettivi è disponibile il servizio che consente all’operatore IVA di verificare il calcolo ed effettuare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2019 (questo è stato reso noto dall'Agenzia delle Entrate con comunicato stampa dell'11 aprile 2019). Il pagamento dell’imposta di bollo dovuta deve essere effettuato entro il 23 aprile 2019, termine così differito poiché il 20 è sabato e lunedì 22 aprile è festivo.

Nel portale Fatture e Corrispettivi è disponibile il servizio che consente all’operatore IVA di verificare il calcolo ed effettuare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio (SDI).

Per le fatture elettroniche emesse via SDI nel trimestre di riferimento, il servizio consente di visualizzare il numero di documenti per i quali è stato indicato l’assolvimento dell’imposta di bollo e l’importo complessivo del tributo dichiarato. E' inoltre possibile modificare il numero delle fatture per le quali deve essere assolta l’imposta di bollo e calcolare di conseguenza l’ammontare del tributo complessivamente dovuto.

Il pagamento può essere effettuato, tramite il servizio stesso, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale oppure può essere generato il modello F24 già precompilato (per il quale, con risoluzione n. 42/E del 2019 sono stati istituiti i relativi codici tributo).

Per le fatture elettroniche l'imposta di bollo deve essere assolta dal cedente/prestatore seguendo le regole previste dal decreto Mef 17 giugno 2014. Il pagamento può essere effettuato, tramite il servizio stesso, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale oppure può essere generato il modello F24 già precompilato (per il quale, con risoluzione n. 42/E del 2019 sono stati istituiti i relativi codici tributo).

Per ulteriori specifiche si rimanda alle istruzioni pubblicate nel portale ‘Fatture e Corrispettivi’, a questo link https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/home

Di seguito si illustra la procedura guidata all’interno del Portale Fatture e Corrispettivi.

1) Accedere al Portale Fatture e Corrispettivi nella sezione Home consultazione

 

2) Selezionare la sezione “Pagamento imposta di bollo

 

3) Dopo aver preso visione del totale dell’imposta di bollo è possibile procedere con il pagamento

ATTENZIONE

Assosoftware e commercialisti confermano le anomalie nel software delle Entrate E-fatture, bollo da ricalcolare I documenti vanno ricontrollati a mano e singolarmente. “L’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche del primo trimestre: gli importi calcolati dall’Agenzia delle entrate contengono errori. Stando alle segnalazioni giunte da software house e da contribuenti gli importi da pagare, precaricati sul portale fatture e corrispettivi, non corrisponderebbero a quelli realmente dovuti. Il servizio di calcolo automatico per il pagamento dell’imposta di bollo in maniera virtuale dovuta sulle fatture elettroniche emesse è entrato in funzione soltanto giovedì scorso, come annunciato nell’apposito comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate. Il servizio personalizzato per ogni contribuente è infatti disponibile sul portale fatture e corrispettivi e consente di verificare il calcolo ed effettuare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche trasmesse attraverso lo SdI, sulla base delle previsioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle Finanze del 28 dicembre 2018. La conseguenza è che gli errati importi precaricati dall’Agenzia delle entrate costringeranno i contribuenti ad effettuare a mano il calcolo degli importi dovuti spuntando una per una, le fatture elettroniche emesse nei primi tre mesi dell’anno.“ (fonte Cit A. Bongi e C. Bartelli, Rivista Italia Oggi, Diritto & Fisco, pag. 26).

A tal fine, Centro Software mette a disposizione dei propri clienti una stampa che consente una lettura facilitata dell’importo complessivo delle spese bolli, agevolandone il calcolo del totale. In attesa di maggiori istruzioni da parte della stessa Agenzia delle Entrate, occorre precisare che la stessa fa riferimento alla data di invio o trasmissione delle fatture al SDI nel trimestre considerato.

Qualora, dopo aver effettuato gli opportuni controlli, vengano riscontrate anomalie o differenze di calcolo rispetto a questo esposto nel portale Fatture e Corrispettivi, si consiglia di rivolgersi al proprio fiscalista di riferimento oppure inserire un ticket presso l’Agenzia delle Entrate.

Quesito Sole 24ORE

Nel caso di errori formali nell’emissione della fattura elettronica non rilevati dallo Sdi (sistema di interscambio), è necessario stornare la fattura con nota di credito? La mancata apposizione della dichiarazione di assolvimento virtuale dell’imposta di bollo o la mancata esposizione della dicitura “Iva per cassa" costituiscono errori per i quali occorre stornare e riemettere la fattura, o l’errore può essere considerato “superato” dal comportamento concludente del contribuente (versamento imposta di bollo o liquidazione Iva per cassa)?

Si ritiene che le prospettate irregolarità intervenute nell’emissione della fattura elettronica possono essere sanate con il successivo comportamento concludente del contribuente. E cioè versando con addebito sul conto corrente bancario o postale – mediante il servizio presente all’interno dell’area riservata fatture.

Cosa fare in SAM ERP2

In SAM ERP2 occorrerà valorizzare nel tracciato Xml della fattura i campi relativi al blocco 2.1.1.6, indicando nel campo 2.1.1.6.1 il valore “SI” e in quello 2.1.1.6.2 si indicherà il valore 2,00.

Nell'ottica e-fattura, se il costo dell'imposta di bollo è posto a carico del cliente, l'importo corrispondente dovrà essere incluso nel campo 2.2.2.5 relativo ai riepiloghi per aliquota e natura

Si ricorda che affinchè il calcolo dell’importo del bollo da versare sia corretto, occorre specificare, nell’anagrafica dei clienti, per i quali sono previste operazioni non soggette a iva, di importo superiore a 77,47 euro, è necessario.

Caso 1

 L’emittente può effettuare la rivalsa dell’imposta, cioè addebitare l’importo al cliente/committente, a titolo di spese anticipate in nome e per conto escluse articolo 15 D.P.R. 633/1972.

 

Caso 2

L’emittente NON vuole effettuare la rivalsa dell’imposta, cioè non addebitare l’importo al cliente/committente, come riportato nell’esempio

 

Nessuna indicazione nella sezione

2.2.2   <DatiRiepilogo> (Dati di riepilogo per aliquota IVA e natura)

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37 - Come si gestisce il contributo ENASARCO (emissione e ricezione)?

Nel tracciato predisposto dall’Agenzia delle Entrate non è presente un campo specifico relativo all’Enasarco. Seguendo quindi le indicazioni dell’Agenzia:

nelle fatture che vengono emesse con l’ERP verrà compilato il file XML riportando il dato dell’Enasarco nella sezione ‘Altri dati gestionali’ delle linee della fattura:

I dati dell’Enasarco saranno letti dal fondo della fattura:

Nel totale da pagare dei ‘Dati del pagamento’, se il documento ha una unica rata di pagamento, verrà inoltre detratto l’importo dell’Enasarco, evidenziando così che il ‘Netto a pagare’ è diverso dal ‘Totale documento’:

Con il file scritto in questo modo c’è totale corrispondenza tra la fattura emessa, la registrazione contabile di chi la emette e di chi la riceve.

Ricezione

Sono stati purtroppo riscontate emissioni (e ricezioni) di documenti scritti in modo scorretto, ad esempio con l’importo dell’Enasarco inserito come linea della fattura con importo negativo:

Quando si riceve una fattura dal SDI occorre registrarla esattamente come la si è ricevuta, cercando di assoggettare solo la riga di imponile all’RA e all’Enasarco (ossia usando un’aliquota soggetta a R.A. solo per quella riga). Se si gestiscono correttamente le aliquote il calcolo Enasarco nell’ERP sarà corretto, e verrà generata la relativa registrazione di rilevazione Oneri Enasarco:

Lasciando così le registrazioni e andando a pagare con il saldaconto dall’ERP verrà proposto come importo da pagare un importo non corretto in quando verrà ulteriormente detratto l’importo dell’Enasarco dal totale della fattura precedentemente registrato che già conteneva una riga negativa dello stesso (in sostanza si andrebbe a detrarre 2 volte la cifra dell’Enasarco).

Per ovviare al problema generato dall’invio di una fattura scritta in modo errato, occorre gestire nell’ERP le registrazioni di storno. E’ possibile ad esempio creare una causale di questo tipo:

Inserire manualmente una registrazione contabile che compensi l’errore generato riportando nella registrazione stessa numero e data della partita che si sta rettificando.

Un altro caso di compilazione errata del file è la compilazione doppia del dato dell’Enasarco nella sezione della cassa previdenza con indicazione del valore TC07, e l’ulteriore inserimento dello stesso contributo anche nella sezione del riepilogo iva

In un caso similare, il contributo risulterebbe doppio e per risolvere e ottenere l’esatto importo da pagare occorrerà intervenire inserendo una registrazione manuale di prima nota che storni la doppia decurtazione.

Le fatture ricevute vanno registrate con gli importi, aliquote e dati indicati nel file stesso, anche perché modificando questi dati fallirebbe il controllo di corrispondenza tra file XML processato dal SDI e registrazione contabile dell’ERP e non verrebbe permessa la relativa contabilizzazione: è necessario poi ricorrere a registrazioni manuali per rettificare le fatture ricevute non corrette.

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38 - Fatture di acquisto e vendita – novità sulla competenza IVA

L’art. art. 12 del DECRETO-LEGGE 23 ottobre 2018, n. 119 ha introdotto un’importante modifica al Dpr. 633/72 dal titolo “Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse”.

In particolare: «Il contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse, nell'ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni. Le fatture di cui all'articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera b), sono registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento al medesimo mese.» L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’inapplicabilità delle sanzioni della fattura differita datata fine mese, a condizione che l’imposta confluisca nella liquidazione relativa al mese di effettuazione dell’operazione.

Si sottolinea che la possibilità introdotta dalla moratoria di invio della fattura entro il termine della prima liquidazione utile senza incorrere in sanzioni è prevista unicamente per il primo semestre 2019.

Nel rispetto delle modifiche introdotte dal decreto fiscale, i prodotti ERP consentono, per la fatturazione attiva, un’elaborazione all’interno dei Registri IVA per “data competenza IVA”, finalizzata esclusivamente all’agevolazione dei controlli della liquidazione IVA secondo questa diversa logica. L’attivazione dell’elaborazione per 'competenza liquidazione' comporta modifiche significative alle logiche presenti nei prodotti ERP. Si delega quindi all’utente finale l’onere di verificare eventuali incongruità che potrebbero sorgere in fase di controlli incrociati nelle schede contabili e nei registri IVA.

Si precisa che se l’elaborazione del registro viene fatta compilando la ‘Data competenza IVA’ verrà restituito il seguente messaggio:

Le date competenze sono state introdotto solo per fare controlli incrociati con la liquidazione.

La convalida del registro IVA avviene unicamente elaborando per data registrazione, quindi, per evitare errori si suggerisce di rivolgervi al vostro commercialista di riferimento.

Nell’ottica di agevolare il cliente nell’elaborazione della fatturazione attiva, si rende disponibile all’interno della fatturazione globale un filtro aggiuntivo finalizzato all’elaborazione per data liquidazione, coerentemente alle novità fiscali.

Infine, per quanto riguarda la ricezione delle fatture d’acquisto, va ricordato che l’articolo 14 del Dl 119/2018, nel modificare l’articolo 1, comma 1, del Dpr 100/1998, ha aggiunto il seguente periodo: «Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente». Il diritto alla detrazione spetta ora anche per le fatture di acquisto registrate entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento alla data di effettuazione dell’operazione, che di fatto coincide con la data del documento. Per poter fruire della detrazione e per poter essere annotata, la fattura deve comunque essere nella disponibilità dell’acquirente.

Fonte: Marco Magrini, Sole 24 Ore (Registrazione degli acquisti e autofatture 28 gennaio 2019|n. 2.

Trattandosi di mera facoltà e non obbligo, come precisato anche in occasione dell’evento Telefisco 2019, viene lasciata discrezionalità all’utente, tramite inserimento in prima nota della data di competenza della fattura ricevuta, come previsto dal (D.L. 119/2018). Nel caso riportato nell’esempio, la fattura concorrerà alla liquidazione del mese di gennaio, di effettuazione dell’operazione.

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39. Servizio di monitoraggio: modalità e tempi di adesione

L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il servizio di monitoraggio all'interno del portale Fatture e Corrispettivi per consultare e scaricare le fatture elettroniche emesse o ricevute tramite SdI nella propria area riservata del sito web.

Se si aderisce al servizio, l'Agenzia procederà alla memorizzazione di tutti i dati presenti nella fattura.

In caso di mancata adesione, l'Agenzia renderà consultabile e scaricabile il file della fattura elettronica solo quando si verifica l’impossibilità di recapito della fattura stessa.

L'Agenzia delle Entrate assumerà il ruolo di responsabile del trattamento, archiviando le fatture, in nome e per conto del contribuente, in una banca dati dedicata.

Questi sono i termini per poter aderire al servizio di consultazione:

  • fino al 30 giugno 2019 non è necessario (e neppure possibile) fare nulla
  • dal 1 luglio al 31 ottobre 2019 sarà possibile aderire al servizio da parte contribuenti titolari di partita IVA, nonché ai condomini e agli enti non commerciali

In concreto, fino al 31 ottobre 2019 i soggetti passivi IVA e i loro intermediari delegati o incaricati possono continuare ad accedere al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche secondo le solite modalità di accesso tramite il portale «Fatture e Corrispettivi».

Nello specifico, per aderire al servizio dell’Agenzia delle Entrate occorrerà eseguire i seguenti passaggi:

1. Accedere alla Home consultazione di “Fatture e Corrispettivi” e cliccare su “Vai all’adesione

2. Selezionare “Aderisci

3. Aderire all’accordo di adesione al servizio, dopo aver preso visione dell’informativa

4. La richiesta sarà presa in carico e occorrerà attendere la conferma.

Le fatture memorizzate dall’agenzia delle Entrate durante il periodo transitorio, qualora non si sottoscriva il servizio entro il termine del 31 ottobre del 2019, saranno eliminate dalla propria area riservata del portale entro 60 giorni e cioè entro il 31 dicembre 2019. (G. Tosoni, E-fattura, più tempo per chiedere il «cassetto» online, Il Sole 24 Ore, 1 giugno 2019, NORME E TRIBUTI, p.17)

Questo servizio, offerto dall’Agenzia delle Entrate (cui si rimanda per ogni domanda di approfondimento), non sostituisce quelli già contrattualizzati con Centro Software bensì si affianca ad essi e rappresenta un ulteriore e valido controllo sui propri flussi telematici.

(ultima revisione news 03/07/2019)

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40. Trasmissione telematica corrispettivi

Il 1° luglio 2019 scatterà l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi per i soggetti passivi IVA che effettuano operazione di commercio al minuto ad assimilate con un volume d’affari su base annua superiore a 400 mila euro (ai sensi dell’articolo 22, del Dpr 633/1972). La trasmissione dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate fa decadere l’obbligo di tenuta del relativo registro (di cui all’articolo 24 del Dpr 633/1972).

L’adempimento potrà essere realizzato avvalendosi di registratori telematici o di server telematici i cui modelli siano stati approvati dall’Agenzia delle Entrate, per garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati oppure, in alternativa, utilizzando una procedura web che sarà messa a disposizione sul sito dell’Agenzia stessa. Tali dispositivi, al momento della chiusura giornaliera:

  • generano il file Xml contenente i corrispettivi di giornata;

  • appongono il sigillo elettronico avanzato dell’Agenzia delle Entrate al file Xml;

  • trasmettono telematicamente il file Xml sigillato all’Agenzia delle Entrate.

I Registratori Telematici  (RT) sono predisposti per certificare i corrispettivi di vendita rilasciando i cosiddetti documenti commerciali, ovvero emettendo fattura elettronica anche semplificata, sottoscrivendo a fine giornata digitalmente con sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate il flusso dati al fine di trasmetterlo al fisco con cadenza giornaliera e in maniera automatizzata, pertanto gli scontrini cartacei non saranno più ammessi. Lo stesso accade anche per le ricevute fiscali che, di fatto, saranno sostituite dal «documento commerciale» (Agenzia delle Entrate provvedimento 99297/2019).

Inoltre, il Dm del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» il 18 maggio rimanda l’obbligatorietà dell’invio telematico del documento commerciale al 1° gennaio 2020, per una serie di operazioni quali quelle connesse o collegate alle escluse dalla certificazione nonché per quelle “marginali”, ovvero per le quali nel 2018 di ricavi o compensi in misura non superiore all’1% del volume d’affari complessivo dell’operatore: tali esclusioni operano a prescindere dal volume d’affari realizzato nel corso del 2018 dall’operatore. (A. Mastromatteo, B. Santacroce, Corrispettivi Telematici, esonero a tempi dall’obbligo di invio, il Fisco, Norme & Tributi)

Nel caso, invece, di operatori economici che effettuano vendite caratterizzate dalla consegna del bene non contestuale all’esecuzione della transazione commerciale ma solo successivamente, e per le quali è previsto l’esonero della certificazione dei corrispettivi (per esempio vendite tramite e-commerce o vendita eseguita da un distributore automatico), gli stessi siano esonerati dall’obbligo.

A fronte di questo nuovo adempimento si consiglia di verificare se si rientra tra i soggetti obbligati che con un volume d’affari superiore ad euro 400.000 annui  (chiarimento risoluzione N. 47/E dell’Agenzia delle Entrate – Articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 – Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi – Volume d’affari superiore a 400.000 euro).  In caso affermativo, contattare il proprio fornitore hardware per procedere all’aggiornamento del registratore di cassa o stampante fiscale, oppure acquistare un nuovo registratore telematico.

 

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41. Come incidono i ratei e risconti nelle registrazioni di fattura elettronica?

Può capitare che questi dati:

  • non siano coerenti (data inizio maggiore della data di fine per esempio .. o data inizio non compilata …)
  • siano incompleti (compilata solo una delle 2 date)
  • o semplicemente non si ha la necessità di registrarli

 

Se lasciati compilati generano una riga per poi elaborare i ratei e risconti contabili di fine anno, quindi è opportuno verificare sempre se esistono o meno nella fattura da registrare e quindi nell’XML. Queste date:

  • Si possono cancellare, posizionandosi sui campi evidenziati , in fase di registrazione fattura da fatturazione elettronica e premendo CANC
  • Si possono modificare, scrivendo nei campi evidenziati la data corretta

 

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42. Data operazione e-Fattura (ultima revisione news 16/10/19)

Con la circolare n 14/E del 2019 l’Agenzia delle Entrate afferma che con decorrenza dal 1° luglio la fattura immediata si potrà emettere entro 12 giorni rispetto all'effettuazione dell'operazione.

Nella fattura immediata va indicata la data di effettuazione dell’operazione o la data in cui è corrisposto il corrispettivo (in tutto o in parte), mentre quella di avvenuta trasmissione verrà assegnata direttamente dal SDI. L’Agenzia chiarisce che, poiché il SDI attesta la data (e l’orario) di avvenuta “trasmissione”, la data di effettuazione dell’operazione sarà sempre e comunque la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica.

Ciò comporta che, anche se l’operatore decidesse di “emettere” la fattura elettronica via SDI in uno dei successivi 12 giorni, la data del documento dovrà sempre essere valorizzata con la data dell’operazione

In sostanza la data della fattura dovrà corrispondere alla data in cui si è realmente svolta l’operazione determinata ai sensi dell’articolo 6 del DPR 633/72, mentre la data di reale trasmissione del file al Sistema di Interscambio dovrà avvenire entro 12 giorni dalla data dell’operazione (e cioè dalla data della fattura), soluzione del tutto ininfluente per il cedente/prestatore.

Si verificherà la seguente casistica per la fattura immediata:

A) Fattura immediata emessa (ossia generata e inviata al SDI) il medesimo giorno: in questo caso “data dell’operazione” e “data di emissione” coincideranno e il campo “Data” della sezione “Dati Generali” verrà compilato con lo stesso valore (25 settembre 2019);

B) Fattura generata e inviata al SDI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione (25 settembre 2019) e il termine ultimo di emissione (7 ottobre 2019): in tale ultima ipotesi, la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) verrà valorizzata sempre con la data dell’operazione (25 settembre 2019).

L’Agenzia, con un approccio coerente e conseguenziale, chiarisce che anche nei registri va annotata sempre la data di effettuazione o meglio la data indicata in fattura.

Si riporta per comodità un esempio:

A) Fattura immediata Cedente

  Data Cessione Data Fattura Data Trasmissione Termine ultimo annotazione registrazio IVA Competenza Liquidazione
Ipotesi A 25/09/2019 25/09/2019 05/10/2019* 15/10/2019 Settembre

* si anticipa la data dell’invio rispetto al termine ultimo (7/10/2019) per avere il tempo necessario per un secondo invio del documento nel caso di eventuale scarto. 

Quando si annota il documento, nel registro delle vendite va sempre riportata la data indicata nella fattura.

La facoltà di differire fino a un massimo di 12 giorni l’emissione della fattura riguarda solo la fatturazione immediata, mentre per quella differita (assistita da DDT) o per le altre tipologie di fatturazione (ad esempio per le operazioni triangolari) rimangono valide le regole proprie di queste operazioni con tempi più lunghi per l’emissione della fattura, più precisamente “può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime” (lettera a. dell’art.21 del DPR 633/72).

La Circolare 14/E dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la data della fattura differita può coincidere con quella dell’ultima operazione effettuata nel mese di riferimento e aggiunge che “… si potrà generare ed inviare la stessa al SDI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra il 1° ed il 15 ottobre 2019, valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) con la data dell’ultima operazione (28 settembre 2019).”

Qualora vi siano più operazioni, fermo restando che dal documento devono risultare le date di effettuazione delle stesse (nel caso di specie, ricavabili dal DDT), nel campo “data documento” può essere indicata, alternativamente:

a) la data fattura e il contestuale invio al SDI (“data emissione”);

b) la data di almeno una delle operazioni e, come chiarito nella circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, preferibilmente «la data dell’ultima operazione».

c) possibile indicare data fine mese come da consuetudine

Si riportano alcuni esempi di fatturazione differita:

  Data DDT Data Fattura Data Trasmissione Termine ultimo annotazione registrazio IVA Competenza Liquidazione
Ipotesi A 20/09/2019 e 28/09/2019 30/09/2019 30/09/2019 15/10/2019 Settembre
Ipotesi B 20/09/2019 e 28/09/2019 05/10/2019 15/10/2019 15/10/2019 Settembre
Ipotesi C* 20/09/2019 e 28/09/2019 28/09/2019 15/10/2019 15/10/2019 Settembre
Ipotesi D** 20/09/2019 e 28/09/2019 30/09/2019 15/10/2019 15/10/2019 Settembre

*Ipotesi non gestita da SAM ERP2 poiché inficerebbe la corretta progressione numerica.
**Fattura differita relativa ad operazioni documentate con DDT i cui riferimenti vengono comunque riportati in fattura

In sostanza, fermo restando il rispetto delle tempistiche di emissione (trasmissione) previste dall’articolo 21 comma 4 del d.P.R. n. 633/72, sarà possibile indicare una data anche diversa da quella di effettuazione dell’operazione o dell’ultimo DDT. (purché compresa fra il giorno di effettuazione ed il termine ultimo di emissione) e a condizione che le informazioni sul giorno di effettuazione (o il riporto degli estremi dei DDT o equipollenti) siano comunque fornite nella fattura (ad esempio nella parte descrittiva o nella causale) ai fini del puntuale rispetto della nuova lettera g-bis del comma 2 dell’articolo 21 che è in vigore dal 1/7/2019. Si rimane in attesa di ufficializzazione, tramite Interpello, da parte dell’Agenzia delle Entrate. [Fatturazione elettronica differita, Associazione Nazionale Commercialisti|Nota|18 luglio 2019; Assosoftware, Fatturazione differita: quale data indicare nel campo data di emissione]

L'Agenzia delle Entrate con la Risposta nr. 389 del 24 settembre 2019 chiarisce che convenzionalmente la fattura differita può riportare la data di fine mese senza perdere il beneficio di poter inviare la fattura allo SDI entro il 15 del mese successivo, dato che la stessa indica la data di effettuazione delle operazioni.  Si riporta il passaggio della risposta:

"Quindi, ad esempio, a fronte di più cessioni effettuate nel mese di settembre 2019, accompagnate dai relativi DDT (in ipotesi datati 10, 20 e 28 del mese di Settembre), nel campo “data documento”, a seconda dei casi, può essere indicato:

a) un giorno qualsiasi tra il 28 settembre ed il 15 ottobre 2019 qualora la data di predisposizione sia contestuale a quella di invio allo SdI (“data emissione”);

b) la data di almeno una delle operazioni e, come chiarito nella circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, preferibilmente «la data dell’ultima operazione» (nell’esempio formulato, 28 settembre 2019). Rimane intesa la possibilità di indicare convenzionalmente la data di fine mese (30 settembre 2019), rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta, fermo restando che la fattura potrà essere inviata allo SDI entro il 15 ottobre 2019". [Assosoftware, Qual è la “data documento” da indicare nella fattura differita?, FAQs, 24/09/2019]

CASISTICA SERVIZI

Nel caso delle prestazioni di servizi “interne” il momento dell’effettuazione è rappresentato dall’incasso del corrispettivo: l’emissione di una fattura antecedente all’incasso rappresenta essa stessa, ai fini IVA, il momento di effettuazione (effetto anticipatorio di cui all’articolo 6, comma 4, del d.P.R. n. 633/72). La fattura deve essere quindi emessa non oltre l’incasso del corrispettivo. Ipotizzando che il corrispettivo venga incassato solo successivamente all’emissione della fattura la stessa può essere emessa, ad esempio, con data 31/7/2019 con concorrenza alla liquidazione di luglio oppure anche successivamente (ad esempio 1/8/2019) con concorrenza alla liquidazione IVA di agosto in scadenza il 15/9/2019. [Comunicato stampa ANC-CONFIMI, Fatturazione elettronica differita (a retrodatazione consigliata) e gestione del reverse charge interno, 18 Luglio 2019]

Ultima revisione: 16/10/19