Esterometro

  1. In cosa consiste il nuovo adempimento fiscale “Esterometro”?
  2. Quali sono i soggetti esonerati dall’obbligo di redazione dell’Esterometro?
  3. Cosa dovrà essere comunicato nell’Esterometro?
  4. Quali operazioni devono essere necessariamente inviate mediante “Esterometro” e quali, invece, si possono eventualmente comunicare tramite fattura elettronica?
  5. Per le operazioni verso soggetti comunitari l’emissione (facoltativa) della fattura elettronica e l’invio al SDI (con codice destinatario 7 volte X), oltre ad evitare l’indicazione dei dati dell’operazione nel c.d. “Esterometro”, comporta anche l’esonero dall’indicazione della stessa operazione negli elenchi Intrastat?
  6. Con l’introduzione della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA?
  7. Quali sono le sanzioni in caso di mancato invio o rispetto dei termini di legge?
  8. Novità 2021?

1) In cosa consiste il nuovo adempimento fiscale “Esterometro”?

Tutti i soggetti passivi IVA devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti o non residenti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche. La ratio delle esclusioni è evidente: in caso di presenza di bolletta doganale, o di emissione di fattura elettronica, i dati sono già conosciuti dal Sistema di Interscambio, per questo motivo non sarà necessario effettuare un ulteriore invio.

L’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni transfrontaliere effettuate si estende a tutti i soggetti passivi IVA, secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 3-bis dell’articolo 1 del Dlgs 127/2015, che dovranno comunque far pervenire il documento al proprio cliente estero in modalità diversa, tramite mezzi ritenuti più idonei (PEC). Sono incluse nell’Esterometro anche le operazioni IVA territorialmente rilevanti nel nostro Paese e poste in essere con soggetti non residenti o non stabiliti, ai fini IVA, in Italia.

A questo proposito è utile evidenziare che i non residenti identificati direttamente in Italia (art. 35-ter DPR 633/1972) o con rappresentante fiscale nel territorio non si considerano stabiliti ai fini IVA nel nostro Paese.  Occorre precisare che si tratta di soggetti meramente identificati in Italia e, come tali, non obbligati all’e-fattura (la fatturazione elettronica è obbligatoria per i soggetti residenti e stabiliti ai fini IVA nel nostro territorio) e di conseguenza esonerati anche dall’Esterometro. 

In sede di conversione in legge del D.L. 124/2019 (decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020) è stato previsto che: “La trasmissione telematica è effettuata trimestralmente entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento”.
Pertanto, dal 2020, la tempistica di invio passa da mensile a trimestrale, comportando un numero di invii pari ad un massimo di quattro annui, sempre ammesso che nel trimestre di riferimento siano state effettuate e registrate operazioni da e verso l’estero.

Periodicità trimestrale SCADENZA
Gennaio - Febbraio - Marzo 2020 30 Aprile 2020
Aprile - Maggio - Giugno 2020 31 Luglio 2020
Luglio - Agosto - Settembre 2020 2 Novembre 2020
Ottobre - Novembre - Dicembre 2020 1 Febbraio 2021

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2. Quali sono i soggetti esonerati dall’obbligo di redazione dell’Esterometro?

Sono esonerati dall’obbligo di trasmissione dell’Esterometro (così pure dalla fatturazione elettronica), i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto "regime di vantaggio", di cui all'art. 27 del DL 98/2011 e quelli che applicano il “regime forfettario”, di cui all'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014.

Sono inoltre esonerati i soggetti passivi che hanno esercitato l'opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 398/1991, e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a 65.000 euro.

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3. Cosa dovrà essere comunicato nell’Esterometro?

Con provvedimento del 30 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i dati che dovranno essere riportati nell’Esterometro, ovvero:

  • i dati identificativi del fornitore; i dati identificativi del cliente; la data del documento comprovante l’operazione; la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione); il numero del documento; la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Per quanto riguarda la tipologia di operazioni da comunicare, occorre inserire:

  • Tutte le fatture di acquisto intracomunitario di beni e di servizi;
  • Le autofatture per acquisti di servizi generici extracomunitari;
  • Le fatture emesse per servizi generici extracomunitari (se non è stata emessa fattura elettronica);
  • Le cessioni intracomunitarie di beni e servizi (se non è stata emessa fattura elettronica):

Il formato utilizzato nella comunicazione è l’ormai noto xml, che richiede per tutte le operazioni che non riportano il campo IVA e Aliquota IVA la compilazione del campo “Natura operazione” corrispondente a determinati codici IVA.

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4. Quali operazioni devono essere necessariamente inviate mediante “Esterometro” e quali, invece, si possono eventualmente comunicare tramite fattura elettronica?

Per le operazioni per cui sussiste l’obbligo di presentazione dell’Esterometro non dovrà essere effettuato alcun invio tramite fatturazione elettronica.

In caso di scelta (le operazioni che presentano (X) in entrambe le colonne), occorre ricordare sempre il principio per cui gli stessi dati dovranno essere comunicati all’Agenzia delle Entrate una sola volta.

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Fonte: C. Pollet, S. Dimitri. Esterometro 2019, La comunicazione delle operazioni transfrontaliere, Fisco e Tasse, Maggioli Editore.

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5. Per le operazioni verso soggetti comunitari l’emissione (facoltativa) della fattura elettronica e l’invio al SDI (con codice destinatario 7 volte X), oltre ad evitare l’indicazione dei dati dell’operazione nel c.d. “Esterometro”, comporta anche l’esonero dall’indicazione della stessa operazione negli elenchi Intrastat?

La trasmissione della fattura elettronica con il codice destinatario XXXXXXX consente di evitare l’invio, per quella fattura, della comunicazione “Esterometro” ma non i modelli INTRA.

Restano invece in vigore le semplificazioni introdotte con le disposizioni del provvedimento del 25 settembre 2017 sui modelli INTRA2.

Fonte: C. Pollet, S. Dimitri. Esterometro 2019, La comunicazione delle operazioni transfrontaliere, Fisco e Tasse, Maggioli Editore.

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6. Con l’introduzione della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA?

La presentazione dell’Esterometro non esenta dal modello Intra, le disposizioni relative all’obbligo di comunicazione dei modelli INTRA, relativi agli acquisti di beni e servizi intracomunitari sono state modificate nel corso del 2017.

Dal 1° gennaio 2018 è previsto che:

  • l’obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2bis resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di beni intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 200.000 euro;
  • l’obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2quater resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di servizi intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 100.000 euro.

Tale semplificazione resta in vigore anche dal 1° gennaio 2019. Si rimanda al Provvedimento del 25 settembre 2017 per maggiori approfondimenti e al fiscalista di riferimento.

Fonte: C. Pollet, S. Dimitri. Esterometro 2019, La comunicazione delle operazioni transfrontaliere, Fisco e Tasse, Maggioli Editore.

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7. Quali sono le sanzioni in caso di mancato invio o rispetto dei termini di legge?

La trasmissione dello Spesometro estero deve avvenire entro il termine del 30 aprile 2019 in modalità telematica applicando la firma o sigillo sul file da inviare.

In caso di trasmissione errata, tardiva o incompleta, si applica la sanzione di 2 euro per ciascuna fattura (entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre).

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati. La sanzione ridotta trova applicazione, ad esempio, per l’invio dei dati corretti (o omessi) riferiti al mese di gennaio 2019, entro il 15 marzo 2019. (Articolo 11, comma 2-quarter del dlgs n.471 del 1997)

Non si applica la disposizione del “cumulo giuridico” di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

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8. Novità 2021

Dato relativo alla "natura" operazione

La natura dell’operazione va indicata per tutti i codici IVA che non hanno aliquota.
Questa configurazione dei codici IVA dovrebbe già essere stata predisposta per poter inviare e ricevere le fatture nazionali attraverso SDI.
Occorre eventualmente completare i codici IVA utilizzati per le operazioni con l’estero o per le operazioni Intracomunitarie se le fatture stesse non vengono inviate tramite SDI.
Per le operazioni Intracomunitarie, essendo le stesse soggette a Reverse Charge in acquisto (se prive di IVA), occorre gestire due codici IVA:

  • Codice IVA da utilizzare per acquisti da soggetti intracomunitari
  • Codice IVA da utilizzare per vendite a soggetti intracomunitari

Nei codici IVA relativi alle Fatture di acquisto Intra, la mappatura dovrebbe essere “vuota” o “N6” fino al 31/12/2021. CSI suggerisce di lasciare vuoto il campo Natura a partire dal 2021 perché il codice N6 è stato abrogato.
La natura N6 è stata eliminata dall'Esterometro in quanto la casistica per le vendite è già coperta dal nuovo codice N2.1; al contrario, per gli acquisti non occorre specificare nessun codice, poiché vi è già l'indicazione dell'IVA e in quanto si tratta di un acquisto intracomunitario identificabile dal Paese del Fornitore estero.





Oppure:





In ogni caso, le aliquote sono soggette al Reverse Charge.
Riportiamo di seguito la risposta di AssoSoftware in merito ai quesiti posti sull'argomento:





In generale, per la corretta mappatura delle aliquote IVA per le operazioni con l’estero si rimanda alla ‘Guida_compilazione-FE_18 12 20’ al seguente link: Bozza guida fatturazione (agenziaentrate.gov.it).
Riassumendo quanto indicato sopra nell’elaborazione dell’Esterometro in riferimento all’ultimo trimestre 2020, possono verificarsi queste due casistiche:

  1. Natura "Vuota"







  2. Natura N.6 (Contenitore solo per il 2020)








    Per le Fatture di Vendita Intracomunitarie senza imposta occorre indicare il codice Natura N2.1; si utilizza quindi un codice IVA che abbia aliquota ‘0’ e natura N2.1.


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